Stalking, il 22% delle donne vittime a Pescara e Chieti

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Anche Pescara celebrerà presso l'ex-Aurum la giornata mondiale contro la violenza alle donne in programma il prossimo 25 novembre.

E proprio delle azioni persecutorie e delle molestie sessuali alle donne si è dibattuto ieri all'hotel Esplanade di Pescara nell'ambito di un convegno promosso da Fater e dall'Osservatorio nazionale sullo stalking.
Abbastanza inquietanti i dati emersi da uno studio condotto sul territorio di Pescara-Chieti in collaborazione con il professor Carlo Di Berardino, docente di psicologia applicata presso l'università
D'Annunzio: 22 donne su cento di età media inferiore a trent'anni hanno subito atti di stalking.
Questo il profilo della vittima di questa forma di violenza psicologica che, secondo l'Istat, attanaglia 1.139.000 donne in Italia attraverso molestie e minacce, come è riportato nella testimonianza di Maria, messinese tormentata da comportamenti persecutori di una donna, ex-fidanzata di un suo vicino di casa. «Sensibilizzazione e prevenzione, queste le basi sulle quali abbiamo fondato nel 2002 l'Osservatorio nazionale dello stalking – ha sottolineato Massimo Lattanzi, fondatore dell'osservatorio – Abbiamo già monitorato 16 regioni italiane e dai dati emerge che le vittime sono per l'80% donne e per il 20 % uomini, pur essendo in aumento il trend di donne che chiedono aiuto. In circa 9 casi su 10 c'è un' impronta familiare tra vittima e autore. Circa 8 stalker su 10 sono persone socialmente inserite e realizzate. Non bisogna associare sempre lo stalking a relazioni di coppia – ha concluso Lattanzi - 5 casi su 10 hanno a che fare con partner ed ex-partner, e il 5% avviene tra genitori e figli».
Telefonate o sms insistenti sono i segnali persecutori prevalenti stando alla ricerca condotta su Pescara e Chieti: 85% di uso del telefono a Pescara; 60% a Chieti. Una particolarità: a Pescara gli appostamenti rappresentano il 10 % delle modalità di stalking, mentre a Chieti le lettere (15%) e i regali (20%) la fanno da padrone.
«Particolare attenzione meritano gli atteggiamenti di precocità – ha detto il professor Carlo Di Berardino – i giovani si legano in maniera esclusiva, basta pensare alla moda dei lucchetti, ma talvolta con caratteristiche patologiche che degenerano in atti criminosi. Prevenzione significa intervenire prima che il problema degeneri, attraverso una rete di interventi terapeutici».
Le prime definizioni di stalking risalgono al 1995, quando alla conferenza mondiale di Pechino il fenomeno è stato definito come qualsiasi atto che induca ad ansia, angoscia, timore, come ha ricordato Roberta Pellegrino, responsabile del centro anti-violenza del comune di Pescara
31/10/2008 10.02