Il decreto Gelmini è Legge

Alessandro Biancardi

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Il decreto Gelmini è Legge
ABRUZZO. Questa mattina il Senato ha approvato con 162 voti favorevoli, 134 contrari e 3 astenuti il provvedimento che porta il nome del ministro dell'Istruzione. * L'INTERVENTO: «QUALE FUTURO PER LA RICERCA?»  * «LA PROTESTA CONTINUA». IL RETTORE DI TERAMO CON I RAGAZZI  * TUTTE LE FOTO DELLA MANIFESTAZIONE
Non si fermano comunque le proteste degli studenti in tutta Italia e in Abruzzo.
«La scuola cambia. Si torna alla scuola della serietà, del merito e dell'educazione» ha detto la Gelmini dopo il sì al decreto, annunciando che entro una settimana metterà mano a un piano che riguarda l'Università.
Ecco cosa cambia a partire dal prossimo anno scolastico:

MAESTRO UNICO: nelle prime classi delle elementari sarà reintrodotto il maestro unico al posto dei tre docenti per due classi. Le ore del tempo pieno saranno coperte dallo stesso maestro unico. Per le ore di insegnamento aggiuntive, rispetto all'orario d'obbligo, si possa attingere per il 2009 dalle casse delle singole scuole.

RITORNO AI VOTI DECIMALI: torna il voto in pagella alle elementari (voto decimale e giudizio) e alle medie (voti decimali).
Alle elementari e alle medie non sarà prevista la bocciatura se l'alunno ha una sola indufficienza. Nel primo caso i maestri potranno far ripetere l'anno «solo in casi eccezionali e comprovati da specifica motivazione, con decisione assunta all'unanimità dai docenti», mentre alla secondaria di I grado dovrà essere d'accordo la maggioranza dei professori.

RITORNO DEL VOTO IN CONDOTTA: Torna il voto in condotta: con il 5 si rischia la bocciatura.

CARO LIBRI: i testi scolastici adottati non dovranno essere aggiornati per cinque anni nella scuola elementare e sei nella scuola media e superiore. Saranno consentiti solo appendici di aggiornamento.

EDUCAZIONE CIVICA: ritorna nelle aule lo studio dell'educazione civica.

EDILIZIA SCOLASTICA: per la messa in sicurezza degli edifici scolastici sia assegnato un importo non inferiore al 5 per cento delle risorse periodicamente assegnate per il finanziamento del programma delle infrastrutture strategiche.

SSIS: gli studenti che frequentano il nono ciclo della Ssis, la scuola di specializzazione per l'insegnamento secondario, e attualmente esclusi saranno rimessi in graduatoria in base ai punteggi attribuiti ai titoli posseduti.

GRADUATORIE: Per l'immissione in ruolo dei docenti, le graduatorie per le scuole elementari saranno su base provinciale e non su base nazionale.

29/10/2008 12.23

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L'INTERVENTO: «QUALE FUTURO PER LA RICERCA?»

L'AQUILA. Qual è il futuro destinato alla Ricerca universitaria? A domandarselo è Alfonso Pierantonio, professore Associato in Informatica, del Dipartimento di Informatica dell'Università degli Studi dell'Aquila
«Se il governo nazionale», scrive Pierantonio, «ha espresso chiaramente quella che è la sua idea su Ricerca e Università, potrebbe essere un grave errore sottovalutare per questa Regione le potenzialità della ricerca e le grandi opportunità (per il tessuto produttivo e per la società) che questa potrebbe offrirci con adeguate politiche di medio/lungo termine. È davvero straziante registrare il totale disinteresse della politica nel considerare il capitale umano una grande risorsa, la conoscenza ed il progresso una grande opportunità di cui questa Regione deve definitivamente dotarsi. Intere generazioni di trentenni con un dottorato alle spalle si vedono costretti ad abbandonare i loro progetti oppure emigrare verso paesi più evoluti, forse per la prima volta i figli avranno meno opportunità dei padri grazie ad una delle più scellerate classi politiche al mondo (a livello nazionale e – ahimè – regionale). Il totale stato di emergenza in cui versa l'Università non concede grandi speranze per i nostri giovani, le ragioni sono tante e diverse ma possiamo riassumerle con una strutturale carenza di risorse finanziarie (le poche disponibili a volte usate male): il risultato è drammatico, salvo rare eccezioni sarà davvero difficile rinnovare la nostra classe di docenti ed assumere giovani ricercatori, si tratta di persone all'apice della loro capacità e motivazione, che possono essere valutate in maniera oggettiva, fare a meno dei più bravi è semplicemente ottuso».
La proposta di Pierantonio è semplice e si riassume in tre punti. Primo punto:«Nelle tre Università abruzzesi esistono diverse eccellenze scientifiche in grado di attrarre finanziamenti europei attraverso il settimo programma quadro (FP7), tali finanziamenti possono essere dirottati verso un ente di ricerca regionale in grado di assumere o offrire borse di studio per dottorandi, post-doc e ricercatori, naturalmente per realizzare tali progetti che comunque devono essere portati a termine.
Ulteriori risorse possono essere tratte dal fondo sociale europeo».
Secondo punto: «La Regione evitando formule barocche deve investire (non molto) per offrire un finanziamento addizionale a tutti i progetti finanziati dall'FP7, in poche parole chi è stato bravo nel prendere soldi dall'Unione Europea è premiato con una addizionale del 20-30%, eventualmente si potrà tenere conto dei risultati del CIVR (commissione nazionale di valutazione della ricerca) : nessuna commissione, nessun commissario, nessun bando, nessuno spreco».
Ultimo punto: «Formare delle persone per la formulazione e rendicontazione di progetti europei sulla stessa linea di altre nazioni, per esempio la Spagna – oggi è difficile trovare in una Università persino una persona che parli Inglese tra gli amministrativi – accrescere dunque la nostra capacità di attingere da queste risorse».
Pierantonio chiede inoltre di «evitare un nuovo Parco Scientifico e Tecnologico, ovvero una struttura che è costata molto alle casse regionali (complessivamente quanti miliardi di vecchie lire ?) e che non è stata in grado di raggiungere molti dei risultati promessi in termini di pubblicazioni scientifiche, brevetti e valorizzazione del capitale umano che pure era disponibile. Purtroppo, temo che non accadrà nulla di tutto questo (mi accontenterei di poco, di un segnale) ed i nostri ventenni quando si troveranno davanti alla scelta tra l'Università ed il mondo del lavoro, preferiranno forse fare un mutuo per comprare un chiosco per giornali, di gran lunga più redditizio di qualsiasi laurea in un paese che sta morendo senza sapere perchè, dove i giovani di oggi che parlano Inglese sono meno di quelli di 10 anni fa».

29/10/2008 14.01

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«LA PROTESTA CONTINUA». IL RETTORE DI TERAMO CON I RAGAZZI

Sono andate avanti per tutta la mattina le manifestazioni di protesta degli studenti abruzzesi.
A Teramo gli universitari hanno organizzato un sit in. Gli studenti di Veterinaria hanno indossato i camici bianchi e nella facoltà di Scienze Politiche ci sono state assemblee. All'incontro di ieri per decidere le iniziative è intervenuto anche il rettore, Mauro Mattioli, il quale ha incoraggiato l'iniziativa dei giovani:«Penso sia sempre una buona idea quella di parlare per capire».
Mattioli - secondo quanto riferisce Amater, Agenzia del master di giornalismo dell'ateneo - ha poi spiegato la situazione di sottofinanziamento degli atenei, definendo «scarso» l' impegno per la formazione da parte della politica.
«I governi si sono alternati - ha spiegato il rettore - ma l'istruzione è rimasto un problema accessorio. Devono rendersi conto che non c'é futuro senza formazione: quello che sarà questa nazione tra vent'anni si decide oggi sui banchi di scuola».
Stesso concetto espresso anche dal preside di
Veterinaria, Fulvio Marsilio, che ha invitato gli studenti ad «uscire per strada e parlare con la società per far capire cosa sta succedendo», mantenendo però sempre il rispetto della legalità durante la protesta.
Intanto dall'Aquila l'Unione degli universitari conferma che la protesta andrà avanti anche domani nonostante il decreto Gelmini sia ormai diventato legge.
«Siamo pronti anche al referendum», hanno detto gli studenti.«Tutta la città scenda in piazza con gli studenti, difendiamo Scuole e Università Pubbliche».
Per questo domani, in occasione dello Sciopero Nazionale della Scuola, anche gli studenti delle scuole e dell'Università dell'Aquila sciopereranno e manifesteranno, in contemporanea alla grande manifestazione romana anche a L'Aquila, partendo da via dalla Fontana Luminosa alle 9.30.
29/10/2008 14.30