Cucù, il Sinello non c’è più. Il Wwf:«che fine ha fatto il fiume?»

Alessandro Biancardi

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VASTO - Il fiume Sinello non c’è più. E ‘ quanto evidenzia Claudio Allegrino Coordinatore delle Guardie Giurate Volontarie del Wwf.
«Il letto del fiume è prosciugato», spiega, «non essendoci neppure una goccia d'acqua, in particolare nei territori dei Comuni di Gissi e Monteodorisio».
Le Guardie WWF hanno accertato l' assenza delle forme di vita legate all'ecosistema fluviale: pesci, rettili, anfibi e vegetazione idrofila.
Si sta verificando per il Sinello, secondo gli ambientalisti, quello che è accaduto al fiume Trigno questa estate quando la crisi idrica ha provocato, oltre ai danni all'ecosistema fluviale, una grave razionalizzazione dell'acqua tra usi irrigui, civili ed industriali.
Ciò che preoccupa maggiormente però sarebbe che la scomparsa del fiume è avvenuta nell'indifferenza generale sia degli amministratori locali sia degli Enti preposti alla gestione ed alla vigilanza sulle acque.
«E' vero che il particolare momento di siccità che stiamo vivendo contribuisce negativamente sulle portate di tutti i fiumi della provincia», dice Allegrino, «ma l' assenza totale di acqua non può essere attribuita esclusivamente alle condizioni meteorogiche: la portata media e le caratteristiche idrologiche e idrogeologiche del fiume Sinello infatti sono paragonabili a quelle di altri fiumi abruzzesi che mantengono ancora un flusso di acqua, seppur ridotto».
Diverse possono essere le cause della scomparsa dell'acqua secondo il Wwf: attingimenti autorizzati (cave, agricoltura, derivazioni acquedottistiche) che vanno, evidentemente, oltre le possibilità idriche del fiume, e ovviamente, è da considerare anche la possibile esistenza di attingimenti abusivi che possono conferire il colpo mortale al fiume.
«La mancanza di un unico organismo che si occupi del fiume», spiegano ancora dalla associazione, «contribuisce a mantenere questa situazione di lassismo e disinteresse che i diversi Enti che utilizzano le acque del Sinello dimostrano di avere».



Il responsabile del WWF Sezione provinciale di Chieti Maria Laura Pierini chiede che tutti gli enti interessati alla salvaguardia ambientale del corso d'acqua si attivino, anche se tardi, per il rispetto della normativa vigente, in particolare per quella riguardante il rispetto del Piano Regionale di Tutela delle Acque ed in particolare del Deflusso Minimo Vitale (DMV) che impone, per tutti i corsi d'acqua, il mantenimento di una portata di acqua minima che debba garantire le caratteristiche fisiche, chimiche e naturali del corpo idrico (per il basso e medio corso del fiume Sinello il DMV è compreso tra 100 e 250 litri/secondo)
«L'Agenzia Regionale per la Tutela dell'Ambiente (Arta), la Sasi, l' Ato, i Comuni bagnati dal Sinello, il Consorzio di Bonifica, il Coasiv, la Regione Abruzzo – Servizio Acque e Demanio Idrico - , devono porre in atto tutte le iniziative idonee per porre fine alla carenza di acqua dei nostri fiumi».
Le Guardie Giurate del WWF hanno inoltrato un esposto presso la Procura della Repubblica di Vasto ed il Corpo Forestale dello Stato affinchè accertino eventuali abusi commessi ai danni del sistema idrico fluviale. In particolare si chiede di verificare la presenza di attingimenti abusivi o non conformi alle prescrizioni.

28/10/2008 8.25