Swap: il Comune nasconde i documenti a due passi dal baratro

Alessandro Biancardi

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Swap: il Comune nasconde i documenti a due passi dal baratro
PESCARA. In un periodo in cui tutti si riempiono la bocca con la parola trasparenza, in Abruzzo c'è ancora chi gioca a rimpiattino con i documenti pubblici, negandoli e praticando la vecchia regola dell'ostruzionismo.
I timori sui contratti swap stipulati dal Comune di Pescara aumentano, così come voci che parlano di imminente catastrofe o di un buco nero che starebbe già risucchiando le finanze pubbliche.
Dubbi accresciuti dal fatto che l'amministrazione comunale nega i documenti ufficiali, delibere e contratti stipulati con le banche.
A protestare è l'associazione Pescara In Comune by Amici di Beppe Grillo che ha presentato istanza di accesso agli atti lo scorso 9 ottobre e chiedeva delucidazioni per la cittadinanza in merito all'andamento dei contratti swap.
Da allora nessuna risposta da parte di assessore e sindaco solo una delibera che improvvisamente impugna quei contratti che fino a pochi giorni fa erano giudicati «vantaggiosissimi».
Un difetto di informazione alla cittadinanza che non giova e che ricorda metodologie antiche.
La difficoltà a palazzo di città è palpabile ma ci sarebbe di più rispetto a quello che è trapelato finora.
E per assurdo l'agonia potrebbe essere rimandata ancora di alcuni mesi con un saldo positivo per il Comune che ancora per un po' potrebbe continuare a guadagnare per poi iniziare a perdere inesorabilmente per arrivare ad una somma stimata in circa 24milioni di euro a fronte di una copertura su debiti di 50 milioni.
Secondo Attilio Di Mattia di Abruzzo Sostenibile, data la crisi economica globale, la Banca Europea potrebbe essere costretta a continuare a tagliare i tassi, almeno un 100-150 punti base ma forse anche più entro dicembre 2009.
«Ciò vorrebbe dire», spiega Di Mattia, «che al pagamento di giugno 2009 o sicuramente quello di dicembre 2009, potremo vedere il contratto con un saldo positivo e non più negativo (come nel 2004). Ma questa cosa preluderebbe soltanto la tragedia e sono assolutamente inutili falsi trionfalismi che pure si potrebbero prevedere. Ho anche paura che questo potrebbe legittimare la giunta a non uscire dal contratto. Infatti quando il contratto e' in the money potrebbero uscire a costo zero o addirittura continuare ad utilizzare i flussi positivi per spese correnti come hanno fatto fin'ora».
Quindi a giugno 2009 se i tassi si abbassano, come ipotizza l'esperto finanziario, il Comune avrà due opzioni. La prima: non chiudere il contratto ma accantonare tutti i flussi positivi in un fondo apposito da utilizzare in periodi grigi; la seconda: chiudere il contratto e passare al tasso fisso.
Intanto la giunta va avanti con le azioni legali che potrebbero rivelarsi un pericoloso boomerang.

27/10/2008 10.30

[url=http://www.primadanoi.it/upload/virtualmedia/modules/bdnews/article.php?storyid=17488]IL COMUNE VUOLE TRASCINARE IN GIUDIZIO LE BANCHE[/url]