Cadavere in auto, oggi l’autopsia. Si segue la pista dell’omicidio

Alessandro Biancardi

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SAN BENEDETTO DEL TRONTO. Sarà effettuata oggi l’autopsia sul corpo di Luca Ranalli, teramano di 42 anni trovato morto martedì sera nella sua auto in fiamme nel parcheggio dell'ospedale “Madonna del Soccorso” di San Benedetto del Tronto. La pista dell’omicidio sembra quella più accreditata.


Gli investigatori hanno parlato con amici e parenti della vittima per capire meglio il contesto in cui è maturata la tragedia. Chi poteva fare del male a Luca?
Il caso è ancora tutto aperto: si tratta di una fatalità, di un omicidio o di un suicidio? Gli inquirenti non si sbottonano ma pare che la pista da seguire sia quella della morte violente, causata da una seconda persona.
Le risultanze dell'esame autoptico di oggi saranno fondamentali così come sarà importante scoprire cosa uscirà fuori dai filmati delle telecamere a circuito chiuso che potrebbero aver ripreso le immagini di quei drammatici minuti nel parcheggio.
Ranalli, che non era sposato , non aveva un lavoro ed era incensurato, viveva con la mamma a Teramo ed aveva due fratelli.
Martedì sera la sua Peugeot 307 era parcheggiata nei pressi dell'ospedale. Da quanto emerge di sicuro l'uomo non era andato al nosocomio per far visita a qualcuno di sua conoscenza.
La macchina ha cominciato a bruciare intorno alle 19, poco dopo sono arrivati i vigili del fuoco che hanno domato l'incendio. Solo in un secondo momento i pompieri si sono accorti che all'interno della vettura c'era un corpo.
Ranalli è stato trovato sul sedile posteriore, avvolto in un sacco a pelo, con addosso un paio di jeans e a torso nudo. Qui comincia il giallo. Secondo i primi risultati, infatti, sul piumino bianco ci sarebbero delle tracce di sangue e sulla tempia sinistra una ferita. Vicino al corpo dell'uomo c'era anche un pacchetto di sigarette.
Le indagini, coordinate dal pm Ettore Picardi, sono state affidate al Commissariato di San Benedetto del Tronto.
Elementi utili dovrebbero venire all'esame autoptico sul cadavere, rinviato a questa mattina e affidato al medico legale Claudio Cacaci.
Se le prime ipotesi parlavano di una morte accidentale, dovuta all'incendio originatosi da una sigaretta lasciata accesa dalla vittima, forse assopitasi, le indagini sono proseguite verso altre direzioni.
Lo scenario stravagante, le macchie di sangue su quel che resta degli indumenti lasciano spazio ad altre ipotesi. La parola fine la può mettere solo il risultato dell'autopsia.
23/10/2008 11.20