Via dei Vestini-Villaggio, ecco perché tardano i lavori

Alessandro Biancardi

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Via dei Vestini-Villaggio, ecco perché tardano i lavori
CHIETI. «Situazione complessa»: ecco perché non partono i lavori in via dei Vestini per collegare il Villaggio Mediterraneo all'Università.  * IL PROGETTO
Come noto, nel progetto di massima presentato a suo tempo, una grande piazza dovrebbe collegare il Campus che già esiste con il cuore del Villaggio: il tutto con l'interramento di via dei Vestini ed il
collegamento tra il Rettorato e le nuove costruzioni con un ponte che scavalca la strada.
Il blocco per la realizzazione della piazza e del ponte deriva dal fatto che l'Università non condivide la soluzione progettuale proposta e cioè una piazza "in salita", quasi a "gobba d'asino" ed un ponte
sulla strada senza protezioni particolari rispetto al traffico sottostante.
Una specie di "ponte dei suicidi" di cui non si avverte proprio la necessità. A nulla sono servite le giustificazioni e le spiegazioni del professor Giangiacomo D'Ardia che cura gli interessi della
D'Annunzio: anche piazza Grande a Bologna presenta un dislivello, così come Piazza del Campo a Siena non è certo pianeggiante.
Ma qui siamo in tutt'altra situazione storica ed urbanistica e quindi l'Università ha chiesto alcune modifiche.
Di qui la corrispondenza intercorsa con la Società del Villaggio per
modificare il progetto e le diverse soluzioni prospettate dopo il no
della D'Annunzio.
E mentre sembra che il dislivello tra il piano del Rettorato possa
essere superato con la creazione di alcuni gradoni per arrivare al
piano del ponte, tutto si è fermato per la protezione dei 40 metri del
ponte stesso.
Infatti, è stata scartata l'ipotesi di creare ai lati del ponte delle
zone verdi degradanti che non risolverebbero il problema della
gestione in sicurezza della struttura, tanto che si sta pensando ad un
passaggio in galleria di via dei Vestini.
Però ci sono problemi anche sul fronte dell'acquisto dei due edifici
universitari (Aula magna e Polo didattico).
La D'Annunzio è, infatti, la titolare del Prusst, cioè del progetto
finanziato, e quindi mal si adatta al ruolo di compratore tout court:
vuole essere protagonista della progettazione nel senso di condividere
e conoscere preventivamente le scelte progettuali per non acquistare a
scatola chiusa. Per questo ha chiesto un progetto esecutivo preciso
per conoscere prima come saranno le due costruzioni che si è impegnata ad acquistare.
Ma siccome il progetto esecutivo costa, e molto, probabilmente sarà
ritenuto sufficiente un capitolato esecutivo con la descrizione dei
particolari costruttivi e degli arredi.
Se l'analisi da parte della commissione universitaria presieduta dal
dottor Mario D'Antino, presidente onorario della Corte dei Conti e
composta anche da Paolo Fusero e Antonio Basti (membri del CdA della
D'Annunzio), troverà adatte le soluzioni proposte e se il prezzo sarà
congruo, il Cda potrà firmare il contratto di acquisto di cosa futura.
E per tutto questo rimangono solo 240 giorni ai Giochi del Mediterraneo.


Sebastiano Calella 23/10/2008 9.15