Ingegneria: stato di agitazione di studenti e docenti

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Martedì scorso presso il piazzale della Facoltà di Ingegneria dell'Aquila si è svolta un'assemblea convocata dall' Unione degli Universitari, Flc Cgil, Cisl Univ, Uil-Pa-Ur e Andu dell'Università di L'aquila, per contestare la legge 133/08 sui tagli e riforme del Governo. * I RETTORI: «UNIVERSITA’ PEGGIO DI ALITALIA» * ANCHE I GENITORI PRONTI ALLA PROTESTA
L'AQUILA. Martedì scorso presso il piazzale della Facoltà di Ingegneria dell'Aquila si è svolta un'assemblea convocata dall' Unione degli Universitari, Flc Cgil, Cisl Univ, Uil-Pa-Ur e Andu dell'Università di L'aquila, per contestare la legge 133/08 sui tagli e riforme del Governo.


* I RETTORI: «UNIVERSITA' PEGGIO DI ALITALIA»



* ANCHE I GENITORI PRONTI ALLA PROTESTA


All'assemblea hanno partecipato più di 600 persone, fra cui studenti, docenti, precari ed il preside della Facoltà Pier Ugo Foscolo.
In assemblea sono state contestate le misure del Ministro Gelmini in materia di Università ed è stato approvato un documento incentrato su tre punti.
Primo punto: «La facoltà di trasformazione delle università pubbliche in Fondazioni di diritto privato è estremamente dannosa per il sistema universitario pubblico. Le fondazioni», ha scritto l'assemblea, «sarebbero libere di definire fuori da vincoli nazionali massimi l'importo delle tasse universitarie, colpendo in questo modo gli studenti creando un sistema di disuguaglianza sociale molto accentuato».
Inoltre la possibilità di ingresso dei privati nel sistema di finanziamento delle università «piegherebbe la ricerca scientifica alle logiche del mercato eliminando il valore del sapere come bene comune».
Secondo punto: il taglio di circa 1,5 miliardi di euro per i prossimi 5 anni «colpisce in modo drastico un sistema universitario già sottofinanziato rispetto alla media europea. Ciò imporrà agli atenei forti aumenti della tassazione universitaria per far fronte al taglio del fondi di finanziamento ordinario».
Terzo punto: «il blocco del turn over imporrà un forte impoverimento dell'offerta formativa attraverso l'impossibilità di riassumere il personale docente in pensionamento. Ciò influirà notevolmente sulla qualità della didattica, ad esempio facendo aumentare a dismisura le mutazioni dei corsi e degli insegnamenti, la minore presenza negli orari di ricevimento tutorato a causa della mancanza di personale docente».
L'assemblea ha ritenuto «indispensabile» proclamare lo stato di «agitazione permanente» degli studenti della Facoltà di Ingegneria e dell'Università dell'Aquila.
22/10/2008 10.50
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I RETTORI: «UNIVERSITA' PEGGIO DI ALITALIA»

La crisi dell'università italiana è peggio di quella dell'Alitalia: senza la restituzione dei fondi
alle università che hanno bilanci in regola sarà la catastrofe per tutto il sistema.
E' l'allarme lanciato oggi dai rettori dell'Associazione per la Qualità delle università italiane
statali (Aquis) in una conferenza stampa all'Ansa.
La richiesta al governo e ai ministri di Economia e Istruzione è di «iniziare immediatamente una trattativa per arrivare nei tempi più brevi possibile alla condivisione dei principi e dei criteri necessari alla stipula di accordi di programma».
Il fine è rientrare già dalla finanziaria 2009 dai tagli «drastici e generalizzati» fatti dalla manovra
estiva.
Un incontro non polemico («no mobilitazioni», «Gelmini va sostenuta») ma allo stesso tempo drammatico per il futuro del Paese, al quale hanno partecipato sei rettori in rappresentanza delle tredici università Aquis: Giulio Ballio, del Politecnico di Milano; Davide Bassi, di Trento; Luigi Busetto in rappresentanza di Bologna; Franco Cuccurullo, di Chieti-Pescara; Alessandro Finazzi Agrò di Roma Due; Vincenzo Milanesi, di Padova.
E' stato proprio Milanesi a presentare la situazione e il documento inviato al Governo.
Ecco i 5 punti:

- BISTURI E NON MANNAIA: Il «bisturi del chirurgo e non la mannaia servono all'università italiana».

- APRIRE SUBITO TRATTATIVA: Una richiesta al governo e ai ministri di Economia e Istruzione per «iniziare immediatamente una trattativa per arrivare nei tempi più brevi possibile alla condivisione dei principi e dei criteri necessari alla stipula di accordi di programma».

- RIDURRE TAGLI DRASTICI E GENERALIZZATI: I tagli del Fondo di finanziamento ordinario delle Università previsti dalla manovra «dovrebbero essere ridotti con i prossimi provvedimenti finanziari governativi già a partire dal 2009».

- LIBERARE QUOTE DI FINANZIAMENTO «che dovrebbero essere reimmesse nel sistema e ridistribuite, con gradualità ma in tempi certi e concordati, secondo parametri di qualità accertata delle performances degli Atenei nella loro gestione, innanzitutto, nella ricerca e nella didattica».

- NO OCCUPAZIONE, SOSTENERE LA GELMINI: I rettori non sono favorevoli ad occupazioni delle università e blocchi della didattica: «Crediamo che la miglior risposta in un momento difficile come questo sia che ciascuno nelle istituzioni svolga il suo compito. I blocchi della didattica e le occupazioni non servono ma se il governo si arroccherà in una chiusura al dialogo la mobilitazione continuerà. Siamo convinti, comunque, che il ministro Gelmini sia disponibile ad accogliere le nostre proposte». 22/10/2008 11.21
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SCUOLA, ANCHE I GENITORI PRONTI ALLA PROTESTA
PESCARA. «Più si taglia , più si raglia!» con questo slogan il Comitato Genitori di Pescara intende aprire l'assemblea pubblica che si terrà domani, giovedì 23 ottobre, alle ore 17:30, presso la sala Consiliare del Comune di Pescara.
All'assemblea sono stati invitati genitori, studenti, personale Ata, insegnanti, sindacati e tutti coloro fossero interessati a saperne di più sulla riforma della scuola targata Mariastella Gelmini.
«Nessuno di noi genitori è disposto a rinunciare al team», spiega Barbara Magliani del comitato genitori, «e cioè le tre insegnanti che operano su due classi, che ha portato la scuola elementare italiana ai primi posti nelle classifiche internazionali».
I genitori sostengono di non potersi «permettere di rinunciare al tempo pieno (dal 2001/2002 ad oggi il tempo pieno è aumentato del 3,2%) cosa che presumibilmente accadrà se il numero delle ore scolastiche sarà portato a 24 settimanali».
Il comitato si oppone inoltre ai tagli di «87.000 posti di lavoro ad insegnanti e 44.500 fra il personale Ata. Quale sarebbe il peso per la didattica? E quale sarebbe la formazione garantita ai nostri figli? E perché abbassare a 14 anni l'obbligo scolastico che solo recentemente era stato riportato a 16? In tal caso si andrebbero solo ad accrescere i fenomeni di analfabetismo di ritorno e di abbandono scolastico».
Giovedì 23 Ottobre durante l'Assemblea il Comitato Genitori cercherà di far luce sul futuro che attende la scuola pubblica in Italia e in quella sede saranno anche discusse le iniziative che si intendono promuovere sul territorio ed a carattere nazionale.
22/10/2008 12.12