Sospesa la convenzione al centro di riabilitazione di Sant’Atto

Alessandro Biancardi

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TERAMO. Le madri degli utenti del Centro di Riabilitazione Anffas di Sant’ Atto sono preoccupate dopo che hanno appreso la decisione adottata dalla Asl di Teramo di sospendere la convenzione con la struttura.

«La decisione – dichiarano le madri – avrà gravissime ripercussioni sulla salute dei nostri figli, i quali corrono realmente il rischio di non poter continuare a svolgere terapie che sono assolutamente indispensabili per il loro benessere, messo a repentaglio anche dalla contestuale mancata retribuzione di molti operatori dello stesso Centro».
Le donne tengono, inoltre, a sottolineare come la nuova finanziaria abbia già determinato una situazione di disagio, avendo previsto, oltre al taglio dei finanziamenti, anche la riduzione dei volontari del servizio civile, il cui ruolo è indispensabile per un ottimale sviluppo delle terapie.
A tal proposito le madri comunicano, inoltre, di avere già richiesto un incontro con il Direttore generale della Asl, Mario Molinari, dal cui esito auspicano maggiori chiarimenti e soprattutto un segnale di speranza.
«Confidiamo – conclude il gruppo di madri - in un maggior senso di responsabilità ed attenzione da parte delle Istituzioni, affinché sia tutelata l'efficienza del Centro di S. Atto e con esso il futuro della salute dei nostri figli».
Il centro si occupa di attività riabilitative, ambulatoriali, domiciliari e semiresidenziali, e copre le richieste di un centinaio di famiglie che fruiscono della struttura.
Già la scorsa estate il centro era stato chiuso per alcune tre settimane e a sospendere le terapie di sabato. A settembre i cancelli si erano aperti, nella speranza che la situazione sarebbe stata risolta.
21/10/2008 12.12