Morto sul Gran Sasso Riccardo De Arcangelis

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Riccardo De Arcangelis, 48 anni, domenica ha fatto perdere le sue tracce sul Gran Sasso. Ieri è stato trovato morto dai soccorritori della Guardia di Finanza.
L'escursionista si chiamava Riccardo De Arcangelis di 48 anni, originario di Pescara ma residente a Napoli. Era molto noto in città, sebbene mancasse da quasi trent'anni.
A dare l'allarme per la sua scomparsa è stata intorno alle 22 di domenica la sorella dell'uomo, impensierita nel non vederlo tornare e dal fatto che il telefonino squillava a vuoto.
A trovare la macchina dell'escursionista sono stati i carabinieri della stazione di Assergi che hanno lanciato l'allarme alla stazione del soccorso alpino della Guardia di Finanza dell'Aquila nella tarda
nottata di domenica.
Subito si è messa in moto la macchina dei soccorsi. Nella nottata sono cominciate le operazioni da parte dei finanzieri che, procedendo a ritroso il percorso dell'escursionista, hanno dovuto interrompere le operazioni a causa della mancanza della visibilità.
Alle prime luci dell'alba di lunedì, le ricerche sono state riprese con l'ausilio di elicotteri del Cnsas, del 115 e unità del corpo forestale dello stato.
Ad un certo punto una pattuglia mista di finanzieri del soccorso alpino ha polarizzato l'attenzione sul fondo di un dirupo lungo una zona molto scoscesa.
Il corpo dell'uomo e' stato trovato in fondo ad una scarpata, in località 'Il Pero' a quota 2.300 metri nelle vicinanze delle 'Creste' di Corno Grande. Secondo una prima ricostruzione, a provocarne la
morte potrebbe essere stata una caduta accidentale lungo una cresta di un canalone.
De Arcangelis è stato ricondotto a valle con l'elicottero del 118 e portato nella camera mortuaria dell'ospedale del San Salvatore dell'Aquila.
«E' una notizia che mi ha sconvolto», racconta a PrimaDaNoi.it Gaetano Silveri, dirigente comunale a Pescara e grande amico della vittima. «Appena l'ho saputo sono corso a L'Aquila».
De Arcangelis dal 1994 era professore Ordinario di Analisi Matematica.
Dal 1997 svolgeva la sua attività presso la Facoltà di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali dell'Università di Napoli "Federico II" e aveva una cattedra anche a Parigi dove si recava una volta al mese.
Nel 1990 è risultato vincitore del premio Accademico per l'Analisi bandito dall'Accademia di Scienze Fisiche e Matematiche della Società Nazionale di Scienze Lettere e Arti in Napoli.
Nel 1999 è risultato vincitore del premio "Calogero Vinti" bandito dall'Unione Matematica Italiana.
«Aveva fatto atletica leggera con Giovanni Cornacchia e con l'ostacolista olimpico Daniele Fontecchio», ricorda ancora Silveri.
«Eravamo come fratelli. Avevo strappato al sindaco D'Alfonso la promessa del Ciattè d'oro alla memoria, volevo che gli fosse attribuito in vita».
Silveri ricorda anche quando insieme al suo amico d'infanzia «andavamo nella tipografia del padre in via Mazzini. Lì fondevamo il piombo e facevamo le stampe. Per me è stata la persona che ha dato più lustro alla nostra città».

21/10/2008 10.10