Dopo nove anni assoluzione definitiva per Tempesta e la sua giunta

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Dopo nove anni si chiude definitivamente la faccenda. Assoluzione definitiva, in Corte di Cassazione, per l'ex giunta comunale di centrodestra dell'Aquila.
Sull'allora sindaco e sui suo assessori mosse nel 1998 accuse per la realizzazione di un impianto dei rifiuti, mai costruito.
Oltre all'ex sindaco Biagio Tempesta e al consulente comunale in materia di rifiuti Gian Mario Baruchello sono stati assolti l'ex vice sindaco Antonello Oliva e gli ex assessori Francesco Bonanni, Maurizio Leopardi, Maurizio Michilli, Fabrizio Fiore, Rodolfo Giacco e Nicola Iovenitti.
La Corte ha ritenuto inammissibile il ricorso presentato dalla Procura della Repubblica dell'Aquila contro la decisione del Gup, di dichiarare, nel 2004, il non luogo a procedere nei confronti dell'allora sindaco, del consulente comunale e di sette assessori.
La vicenda giudiziaria era stata avviata a fine anni novanta, dopo un esposto dell'allora deputato Ds Francesco Aloisio.
Il gup aveva ritenuto insussistente il reato di falso, mentre aveva stabilito il non luogo a procedere per l'abuso d'ufficio e la turbativa d'asta perché il fatto non costituiva reato.
La Cassazione ha concordato nel ritenere inesistente il falso perché la delibera della giunta del '99, che localizzava l'impianto dei rifiuti nel nucleo industriale di Pile, evidenziava che il progettista Baruchello aveva consegnato tutti i documenti previsti dall'incarico ricevuto dal comune.
La Cassazione non ha poi ravvisato l'abuso d'ufficio «perché la delibera non aveva la funzione di approvare il progetto preliminare», né la turbativa d'asta, «perché queste sono valutazioni discrezionali dell'organo amministrativo, ben potendo un impianto di maggiore capacità essere realizzato per far fronte ad esigenze future della città o dei comuni vicini».

17/10/2008 14.52