Anche la D’Annunzio si mobilita contro il Governo

Alessandro Biancardi

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LA PROTESTA. CHIETI. Anche all'Università D'Annunzio è iniziata la mobilitazione, scatenata dalle recenti azioni messe in atto dal governo.

In risposta alla legge 133/08, dei ministri Tremonti e Brunetta, e al decreto legge 137/08, del ministro Gelmini, gli studenti si sono costituiti in Assemblea Permanente, con lo scopo di creare, all'interno dell'ateneo, «un fronte di lotta comune».
Gli studenti vogliono «la garanzia di una massima informazione, una presa di coscienza collettiva e una partecipazione diretta della popolazione universitaria tutta».
In prima istanza l'Assemblea Permanente ha redatto una lettera aperta diretta al Senato Accademico, nella quale si chiede che l'università «prenda ufficialmente posizione in merito, mantenendo la necessaria coerenza ove non venisse abrogata la legge 133».
L'Assemblea, partendo da questi presupposti, «si impegna a creare un terreno di discussione dove concordare, nelle prossime settimane, nuove soluzioni per rinsaldare e ristabilire le basi di un'istruzione realmente pubblica».
La legge 133, hanno scritto gli studenti, «costituisce l'ennesimo durissimo attacco al mondo dell'istruzione pubblica, dalla scuola dell'infanzia all'università e alla ricerca.
I tagli al Fondo di Finanziamento Ordinario, la possibilità per gli atenei di trasformarsi in Fondazioni di diritto privato, il blocco del turn-over, sono misure che colpiscono docenti, ricercatori, personale tecnico-amministrativo, ausiliario e studenti».
Gli studenti hanno avanzato quattro richieste: « le dimissioni del Rettore e di tutti gli organi accademici nel caso in cui la legge 133 non venga abrogata, l'indizione di un'assemblea di ateneo per il giorno 22 ottobre con blocco totale delle attività, l'annullamento dell'inaugurazione dell'anno accademico e il blocco della didattica a tempo indeterminato a partire dal giorno successivo all'assemblea di ateneo». 17/10/2008 11.57