Massi sul treno: dopo sei anni arrivano quattro condanne

Alessandro Biancardi

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LANCIANO. Si e' concluso con 4 condanne ad un anno di reclusione ciascuno il processo per
l'incidente ferroviario avvenuto il 21 ottobre 2002 lungo il vecchio tracciato della linea Adriatica a San Vito Chietino (Chieti) e in cui perse la vita il macchinista dell'intercity Lecce-Trieste, Francesco Palladino, 43 anni di San Giovanni Rotondo (Foggia).
La sentenza e' stata emessa questa mattina dal giudice del tribunale di Lanciano Francesco Marino, che ha condannato per omicidio colposo 4 uomini di Apricena (Foggia): Nicola Mastrodomenico, autista del tir che perse il carico di massi finiti poi sui binari, i proprietari del mezzo Giovanni e
Luigi Lombardi, oltre a Michele Stoico, rappresentante della cava da cui partirono gli stessi massi. Il dramma si consumo' in piena notte: il camion, nell'affrontare un tratto tortuoso della statale 16, perse il carico che in gran parte fini' sulla sottostante linea ferroviaria proprio mentre sopraggiungeva l'intercity con circa 700 passeggeri a bordo.
Palladino mori' sul colpo, mentre il secondo macchinista Michele Biancofiore, anche lui di San Giovanni Rotondo, rimase gravemente ferito.
Nell'incidente rimasero lievemente feriti anche una decina di passeggeri del treno. Per gli
imputati il pm aveva chiesto la condanna a 4 mesi di reclusione. I difensori hanno gia' preannunciato appello contro la sentenza.

16/10/2008 15.40