Gestione piscina comunale: si affonda tra polemiche e incertezze

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Le segreterie della Rari Nantes e dell'Aquila Nuoto sono state sfrattate dalla piscina di viale Ovidio.
L'associazione temporanea di imprese (Ati) Acquachiara Nuova Superiride avrebbe deciso di annullare la convenzione con le società sportive, «per gravi inadempienze».
«Nella convenzione», ha spiegato l'amministratore delegato Giuseppe Viviani «era stabilito che i nostri funzionari avrebbero riscosso le quote da pagare, per poi girare la percentuale concordata alle società cittadine».
Ma nel mese di ottobre le società avrebbero riscosso direttamente il pagamento dai loro iscritti. Da qui la decisione si metterli fuori dalla porta.
L'Ati che ha ottenuto l'appalto (composta dalla società Acquachiara in associazione temporanea di impresa con la Nuova Super Iride), come aveva scoperto il quotidiano “La Discussione”, non ha ancora firmato il contratto con il Comune poiché, nell'arco di nove mesi, non ha espletato alcuno degli adempimenti previsti nel capitolato.
Da parte dell'associazione temporanea d'impresa mancherebbero le capacità finanziarie dal momento che non è mai stato versato al Comune dell'Aquila il corrispettivo previsto per l'appalto. Inadempienza che, stando ai dettami previsti dal capitolato, farebbe prospettare l'ipotesi di turbativa d'asta.
E poi non ci sono, ad oggi, le condizioni principali per permettere all'Ati di prendere possesso dei locali della piscina comunale: il gestore, infatti, era obbligato sin dal momento della stipula del contratto e, comunque, prima della presa in consegna dell'impianto sportivo, «a costituire – stando alle norme del capitolato - apposita garanzia assicurativa di importo non inferiore ad un milione di euro ed un'ulteriore apposita cauzione di 250 mila euro».
Obblighi totalmente disattesi le cui conseguenze espongono l'amministrazione al rischio di dover risarcire gli utenti per eventuali infortuni subiti all'interno dei locali gestiti abusivamente dall'Ati.

Nei giorni scorsi, inoltre, era stata ufficializzata la revoca della gestione.
«L'assessorato allo Sport – ha denunciato Luigi D'Eramo, Consigliere comunale della Destra ed ex assessore allo Sport durante la precedente legislatura – non ha garantito in questi 10 mesi la piena fruibilità dell'impianto alla cittadinanza. L'associazione aggiudicatrice dell'appalto, benché inadempiente, ha operato una politica scorretta dal punto di vista sportivo e commerciale relegando le società sportive aquilane ad una posizione marginale all'interno dell'impianto e privandole così di molti dei loro iscritti».
Parole alle quali ha fatto eco l'intervento del Consigliere Franco Colonna, esponente del centrosinistra, secondo cui «l'amministrazione, non prendendo in considerazione la legge regionale esistente sull'affidamento degli impianti sportivi, ha agito in maniera contraria allo scopo istituzionale per il quale i Comuni sono in possesso di strutture come la piscina comunale. L'auspicio – ha concluso Colonna – è che nessuno si metta a bandire altre gare d'appalto dal momento che esiste una graduatoria stilata in base ai criteri decisi dalla commissione che ha valutato i progetti».

15/10/2008 11.14