Prostituzione, sgominata una banda di romeni a Montesilvano

Alessandro Biancardi

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MONTESILVANO. E' stata sgominata dalla squadra mobile di Pescara una associazione a delinquere che controllava la prostituzione lungo la costa, da Montesilvano a Francavilla.
Stamattina Montesilvano si è svegliata con le sirene delle gazzelle della polizia: undici gli arresti compiuti dagli uomini di Nicola Zupo. Oltre 50 gli agenti entrati in azione a partire dalle prime ore dell'alba.
L'inchiesta, coordinata dal pm Gennaro Varone, è nata nel 2007 quando nell'ambito di un'altra inchiesta (poi sfociata nello scorso febbraio con gli arresti) gli inquirenti avevano capito l'esistenza di diversi nuclei delinquenziali.
In quel caso l'operazione venne ribattezzata "Valentina" e scovò una banda di origine romena che gestiva il controllo delle giovani prostitute.
«Tutto è nato - ha spiegato stamani il dirigente della mobile, Zupo - quando i romeni arrestati oggi, che controllavano la zona di Pescara Sud, hanno sequestrato una prostituta a Montesilvano che lavorava per il gruppo di romeni coinvolti nell'inchiesta “Valentina”».
Sta di fatto che alcune prostitute, rimaste senza padroni in seguito agli arresti, sono state facili prede di questa nuova associazione a delinquere che è riuscita a conquistare nuove zone lasciate libere.
Così nonappena a febbraio venne spazzata via quella organizzazione di romeni, nel giro di pochi giorni, era già stata sostituita da quella smantellata oggi.
Chissà quanto durerà.
Non è escluso, infatti, che anche in questa operazione siano già stati scoperti utili indizi per individuare i futuri successori della gestione della prostituzione su strada a Montesilvano.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti gli arrestati di oggi si occupavano dello sfruttamento delle prostitute.
C'era poi un altro gruppo di persone, localizzate in un campo rom di Roma, che si occupava di smistare le ragazze in tutta Italia e un'altra cellula in Romania che si occupava del reclutamento delle giovanissime che arrivano in Italia piene di aspettative.
Così come in altre operazioni simili è stata accertata la compravendita delle ragazze per 1.500 euro.
Oltre all'associazione per delinquere finalizzata allo sfruttamento della prostituzione viene contestata agli indagati anche l'estorsione.
Tra gli episodi dei quali si sono occupati gli investigatori anche l'aggressione di due prostitute: uno degli arrestati, l'unico albanese, voleva farle lavorare per sè strappandole ai romeni, e per farsi valere ha usato una pistola.
Le ragazze, una decina in tutto, erano costrette a portare ai superiori almeno 400 euro a sera e a loro non restava niente.
Tra loro una 17enne che la mobile ha "salvato" dal marciapiedi dopo tre giorni, disponendone la sistemazione in una comunità.
Tra gli undici arrestati nove persone sono romene, una è di origine albanese. C'è poi anche una italiana, fidanzata di un romeno a cui sono stati concessi gli arresti domiciliari. Lei si occupava di controllare le ragazze quando erano in strada.


GLI ARRESTATI

A capo dell'organizzazione c'erano, secondo la polizia, i romeni Viorel Verdesan, detto Badea, di 30 anni, già arrestato in due diverse occasioni, e Rafael Dan Sabo, detto 'il biondo' o Raffa, 19enne. Gli altri arrestati sono Vasile Marius Petrean, 24enne, romeno, Marius Vasile Murgui, 18enne rumeno, Daniela Carchesio, 25enne di San Giovanni Teatino (Chieti), Marioara Condrea detta Mariana, 32enne romena, Petru Dorel Virag detto Doru, 20 anni, romeno, Alin Pop, anche lui romeno di 20 anni, e Dritan Bana, 32enne, nato in Albania e residente a Bucchianico.

13/10/2008 13.55