Una lettera all’Unesco per fermare il Centro Oli

Alessandro Biancardi

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Una lettera all’Unesco per fermare il Centro Oli
ORTONA. Un ennesimo accorato appello per salvare la costa ortonese e impedire la costruzione del centro Oli.
Adesso il comitato Natura verde si rivolge all'Unesco, l'organizzazione delle Nazioni Unite per la salvaguardia dell'Educazione, della Scienza e della Cultura.
Per scongiurare la realizzazione del Centro Oli ad Ortona, il progetto Eni in Abruzzo, il Comitato spontaneo "Natura Verde" ha scritto una lettera al presidente della Commissione nazionale italiana per l'Unesco (Cni) Giovanni Puglisi. «Potete fare qualcosa per noi?», si legge nel documento scritto e inviato oggi.
Il comitato chiede un intervento di tutela della regione e del suo patrimonio naturale e culturale.
«Aiutateci - chiede il presidente del Comitato Giusto Di Fabio - a rendere pubblico il nostro dramma ed a salvare l'Abruzzo».
«Siamo molto preoccupati», si legge, «perché i nostri Parchi, i nostri animali, le nostre piante e tutto il nostro ambiente subiranno irreparabili danni».
«Occorre tenere presente - spiega Di Fabio - che il petrolio abruzzese è di scarsa qualità, pieno di impurità e di zolfo. Per poterlo trasformare in carburante sarà necessaria una pre-lavorazione, la idrodesolforazione, nel luogo in cui viene estratto. Durante questa lavorazione saranno immesse nell'aria sostanze molto inquinanti, come ad esempio l'idrogeno solforato (H2S) e le temibilissime polveri sottili ed ultrafini. Stime attendibili dell'Istituto Mario Negri Sud, un importante centro
di ricerca a valenza europea, parlano di immissione nell'aria di una tonnellata e mezza al giorno di sostanze molto tossiche ed inquinanti. Molte di queste sostanze hanno, per la scienza
medica internazionale, azione cancerogena».
«La raffineria poi - conclude il presidente del Comitato - sarà costruita nella zona di maggior produzione vinicola dell'intera regione, Abruzzo. Quale sarà la sorte della Regione Cuore Verde d'Europa?»Quella dell'Unesco sembra una delle ultime carte da giocarsi in questa difficile partita degli ambientalisti. Il Governo centrale ha indicato nel piano economico triennale, l'Abruzzo e la Basilicata come regioni petrolifere: «ha così confermato», commenta ancora il Comitato Natura Verde, «che se il centro oli si farà, sarà solo l'inizio». 13/10/2008 11.41