Malati di Alzheimer protestano: «a rischio il ricovero di trenta pazienti»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. E' drammatica la situazione in cui versano i malati di Alzheimer d'Abruzzo e i loro familiari.
La strada adesso è tutta in salita, dopo la chiusura del centro diurno di Pescara nell'ex clinica De Cesaris che ospitava trenta pazienti (non riconfermata per mancanza di fondi per il rinnovo della gestione).
«Tra poco», denuncia Alessandro D'Incecco, presidente dell'Associazione Amaa Onlus, «anche il centro diurno il Pettirosso che si trova nella residenza sanitaria Villa S.Giovanni a Sambuceto verrà chiuso».
I Nas di Pescara hanno richiesto un documento di accredito che doveva essere rilasciato dalla Regione ma secondo quanto riferisce D'Incecco «a tutt'oggi nessuno in Regione nessuno ha le idee molto chiare sull'argomento».
«In questo centro diurno», racconta ancora il presidente, «operano medici, psicologi e personale infermieristico che hanno maturato un esperienza nella gestione di tale malattia che molti ci invidiano. I risultati ottenuti dai malati sono evidenti e rassicuranti per i familiari, che possono sollevarsi da tale gravoso lavoro e tornare ai normali ritmi di una vita sociale e lavorativa di cui tutti hanno diritto».
La Regione paga per il centro una retta di 27 euro al giorno per malato. Una spesa tutt'altro che elevata se si valuta il fatto che lo spostamento in altro centro farebbe salire la retta a 800 euro al giorno.
«Vorremmo incontrare il Commissario Redigolo», insiste D'Incecco, «ma ci hanno detto che non riceverà nessuno fino al 2 Novembre. Io mi chiedo se queste persone che ci amministrano si rendano conto che per un cavillo buracratico non è possibile interrompere un pubblico servizio di importanza fondamentale per noi che non abbiamo mai avuto nulla dalla Regione».


11/10/2008 14.59