Cabina elettrica da spostare:Comune contro l’Enel

Alessandro Biancardi

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VILLAMAGNA. Un vero e proprio calvario burocratico per una semplice dislocazione di una cabina per l’alimentazione elettrica di proprietà dell’Enel.
E' quello che sta vivendo il Comune di Villamagna, che il 31 agosto 2005 ha chiesto all'ex monopolista dell'energia elettrica di poter spostare l'installazione di piazza IV Novembre in un locale poco distante, già realizzato a spese dell'amministrazione comunale, al termine dei lavori di riqualificazione della Villa Comunale. L'Enel ha disposto il sopralluogo nell'autunno dello stesso anno, rimettendo al Comune un preventivo di circa 26 mila euro per la realizzazione dello spostamento.
A questo punto, l'amministrazione, al fine di procedere all'implementazione di sistemi integrati di risparmio energetico ed all'adeguamento e messa a norma dell'impianto di pubblica illuminazione, stipula un contratto, previa gara d'appalto, con la ditta Esconet di Lecce che chiede, tra gli obblighi dell'appaltatore, anche lo spostamento della cabina di piazza IV Novembre.
A questo punto, l'Enel inizia a porre problemi al Comune per la realizzazione del lavoro già preventivato e, sebbene un nuovo preventivo del 9 gennaio 2008 abbassi i costi dell'intervento fino a 21 mila euro, quattro mesi dopo, il 28 maggio, l'ente comunica senza alcuna giustificazione concreta l'impossibilità di accogliere la domanda di spostamento.
«La decisone dell'Enel – ha spiegato il sindaco, Paolo Rosario Nicolò – procura gravi danni al Comune, in quanto il contratto stipulato con la Esconet prevede l'obbligo dello spostamento, che l'ente elettrico ci aveva assicurato, comunicandoci l'importo del preventivo e addirittura anche le modalità di pagamento del lavoro. Non riesco proprio a comprendere le difficoltà frapposte all'improvviso dall'Enel: la cabina in questione è molto vecchia, i segni della sua vetustà sono evidenti, non si armonizza più con il contesto urbano, profondamente mutato dalla riqualificazione attuata dalla nostra amministrazione. Spero vivamente che l'ente elettrico muti la sua decisione, che ci ha sorpreso non poco, in considerazione della corrispondenza intercorsa in tre anni, sempre positiva; in caso contrario valuteremo le tutele opportune visto che a causa dei ritardi e del parere mutato dell'Enel saremo costretti a non rispettare una delle clausole onerose di un contratto stipulato considerando una disponibilità già espressa. Quel che mi stupisce ancora di più è che alla nostra lettera di sollecito spedita a giugno scorso, l'ente non abbia mai risposto».

11/10/2008 13.18