Sevel e Denso, la preoccupazione dei lavoratori

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Per la flessione del mercato dei furgoni, a seguito della crisi congiunturale, il Gruppo Fiat ha comunicato ai sindacati che allo stabilimento Sevel di Atessa, dove si produce il Ducato, non saranno confermati 100 contratti interinali, in scadenza il 25 ottobre prossimo.

Il gruppo torinese ha però assicurato che si impegnerà a riassumere la manodopera, non appena vi saranno le condizioni di mercato, attraverso la trasformazione dei contratti interinali in quelli a tempo indeterminato.
Ci sarà una riduzione produttiva anche sul turno di notte che interesserà 470 lavoratori che verranno riposizionati sui 2 turni lavorativi. La produzione giornaliera si attesterà sui 1.130 furgoni.
Il sindacato Fismic dà un giudizio «cautamente positivo» sulla vicenda. Poi,attraverso il segretario
territoriale Salvatore Roberto, esprime «amarezza per la mancata conferma dei cento contratti interinali. La notizia che la produzione 2008 sarà superiore al 2007 ci fa ben sperare in una rapida ripresa. Dietro i numeri Fiat si percepisce che il Ducato è ancora di gran lunga leader del mercato mondiale nel suo settore»
Problemi anche alla Denso di Vasto, dove i sindacati chiedono le vere motivazioni del massiccio ricorso alla cassa integrazione. Tra ottobre e novembre si dovranno fermare per 15 giorni 890 operai alla Denso di San Salvo. I sindacati, che oggi avranno un incontro con l'azienda, sono allarmati dal fatto che una terza settimana di fermo potrebbe essere chiesta dall'azienda a dicembre.
«Alla Denso - scrivono in una nota i rappresentanti di Fim, Fiom, Uilm, Fismic ed rsu - chiederemo di mettere in atto la rotazione tra tutti i dipendenti, in modo da non far ricadere tutto il peso economico sempre sugli stessi. Inoltre -aggiungono i sindacati - chiederemo di trovare l'accordo sul ponte lungo a Natale per ridurre il più possibile il ricorso alla cassa integrazione».
A proposito del contratto integrativo, i rappresentanti sindacali dicono di aspettarsi da parte dell'azienda la piena e reale disponibilità a entrare nel merito di tutti i singoli punti, da quelli di carattere normativo a quelli di natura economica, in modo che, in breve tempo, si raggiunga un accordo che porti benefici ai lavoratori, ma che nel contempo sa lo strumento ideale per lo
sviluppo e la crescita dell'azienda.
10/10/2008 10.22