«La spiaggia di Pescara sarà "privatizzata" per un accordo politico»

Alessandro Biancardi

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«La spiaggia di Pescara sarà "privatizzata" per un accordo politico»
PESCARA. «Incontro surreale ma chiarificatore quello di ieri tra le associazioni ambientaliste e quattro consiglieri comunali : Riccardo Padovano, Enzo Del Vecchio, Angelo Tenaglia, Moreno Di Pietrantonio».
E' il commento dell'associazione Marelibero che si dice pronta a continuare la sua battaglia contro le modifiche al piano spiaggia.
Oggi si replica la protesta al Consiglio Comunale convocato nuovamente per oggi mercoledì 8 ottobre, alle ore 18.00 con un unico punto all'ordine del giorno: il piano spiaggia.
Una protesta destinata a non sortire alcun effetto poiché nelle stanze del potere tutto è stato già deciso.
Il partito socialista di cui è esponente il consigliere-sindacalista ed ex assessore al mare, Padovano, ha incassato il consenso politico del centrosinistra.
Oggi dunque i consiglieri di maggioranza alzeranno la mano semplicemente per “ratificare” l'accordo che di fatto aumenta il cemento sulla spiaggia ed amplifica i poteri dei privati sulle aree in concessione.
«Tralasciando le modalità della “convocazione”, a dir poco discutibili», protesta l'associazione che da tempo si batte contro gli abusi sul litorale pescarese,«nel merito di quanto ci interessa scopriamo che circa 2500 metri quadrati di superficie coperta stanno per arrivare sulla nostra spiaggia».
Sarebbe questa la portata dell' abrogazione dell'art. 15 comma 6.
«“È una precisa scelta del Comune quella di ampliare la volumetria di 18 stabilimenti che ancora non l'hanno fatto” ha detto il balneatore-consigliere Padovano», continua ancora Marelibero, «che ha pure ammesso candidamente di essere di fatto il rappresentante degli interessi dei balneatori. E dei cittadini? Tutto il centrosinistra è concorde che su questo punto non c'è spazio per mediazioni: "bisogna dare le stesse possibilità di ingrandirsi anche a chi non l'ha fatto finora" ha sostenuto ancora Padovano».
Ancora «regali ai balneatori» vengono definiti dall'associazione ambientalista, «a chi in questi anni, con la connivenza degli stessi amministratori, ha operato sul demanio, proprietà dello Stato e quindi dei cittadini, come su di una proprietà privata».
«Tra l'altro pare incredibile che, nonostante gli accertamenti da parte degli uffici comunali competenti risalenti a più di un anno fa circa le illegittimità diffuse, non ci sia stata ancora una sola istanza di demolizione», prosegue la nota del comitato ambientalista, «dalla riunione viene anche fuori che i profili di illegittimità tanto sbandierati per giustificare l'abrogazione delle altre due norme sono totalmente inesistenti. Parliamo del recupero della vista mare in corrispondenza di slarghi e principali vie cittadine (art.12 comma 6) entro due anni dal rinnovo della concessione e eliminazione dei tetti-baita (art 17 comma 3 lettera g )entro tre. E' incontestabile che l'amministrazione, ad ogni rinnovo di concessione (6 anni), ha la piena legittimità di pianificare sul demanio e, nella situazione di estrema illegalità in cui versa il nostro arenile, l'esercizio di tale facoltà è veramente urgente».
Le norme del Piano Spiaggia che oggi potrebbero essere abrogate rispecchierebbero il principio secondo il quale non si può toccare ciò che è in concessione imponendo obblighi al concessionario solo al momento del rinnovo della concessione.
«Quasi tutti i titoli concessori», conclude Marelibero,«sono stati rinnovati all'inizio di quest'anno, quindi i termini per l'adeguamento scatterebbero tra otto anni per lo sgombero in prossimità degli slarghi e tra nove anni per l'adeguamento dei tetti-baita.
Nonostante la ragionevolezza delle nostre obiezioni ed il parere espresso dal nostro consulente legale, l'incontro si conclude con l' affermazione del consigliere Tenaglia (delegato all'Urbanistica) : “E' stato fatto già un accordo politico. Non c'è spazio per mediazioni. Il Piano Spiaggia deve essere approvato così modificato”».
Se c'è l'accordo politico….

08/10/2008 11.33

«MEGLIO ATTENDERE TEMPI MIGLIORI… NON ELETTORALI»

«L'operazione in atto», hanno detto oggi le altre associazioni ambientaliste Italia Nostra, Marevivo, Miladonnambiente, Ecoistituto e Wwf, «ci appare ormai come la totale liquidazione delle scelte della città sulla sua spiaggia, limitandosi alla mera fotocopia della norma regionale, utilizzata nelle possibilità più convenienti all'occupazione della spiaggia. La ratio, qualche volta esplicitata qualche volta no, è di consentire a tutti gli operatori… di aprire un ristorante o una pizzeria!
Nulla avendocela con la categoria dei balneatori ( la nostra continua ad essere una battaglia per la città intera, la sua bellezza e la qualità della sua relazione col mare) , vorremmo far notare che il Piano Spiaggia sta rischiando di diventare un Piano Urbanistico Commerciale, data la previsione di insediamento di fatto, sull'arenile, di una pesante e massiccia sequela di servizi di ristorazione…»
«Chiediamo ai consiglieri comunali», hanno dettoancora, «di darsi il tempo necessario – non pre-elettorale- per meditare meglio sui contenuti della delibera e votarla con cognizione di causa, non certo per adeguarsi alle nostre richieste, ma per la responsabilità a cui sono chiamati dall'intera comunità».

08/10/2008 15.14