Incidente mortale nel cantiere di Toto. «L’azienda pensa ai funerali»

Alessandro Biancardi

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FIRENZE. La Toto Costruzioni, l'azienda di cui erano dipendenti due delle tre vittime dell'incidente sul lavoro avvenuto ieri sera in un cantiere della variante di Valico, sull' A1, nel comune di Barberino del Mugello, si sta occupando di disporre i servizi funebri.
La struttura sul pilone da dove ieri pomeriggio sono caduti i tre operai era stata montata proprio nella giornata di ieri. Lo ha confermato Alessandro Matteucci, dell'Unità Funzionale Grandi Opere della Asl 10 che ha ricordato che la struttura viene spostata ogni sei metri e ogni sezione è ancorata con dei perni, «non sappiamo ancora se il perno s'é rotto».
Intanto la procura di Firenze ha aperto un fascicolo con l'ipotesi di reato di omicidio colposo.
Lo ha confermato il sostituto procuratore Luciana Singlitico, che questa mattina ha fatto un sopralluogo nel luogo dell'incidente.
«Non si sa ancora nulla, stiamo aspettando gli accertamenti - ha detto il magistrato parlando con i giornalisti -. E' evidente che c'e' un omicidio colposo, ma ancora non sappiamo a cosa e' dovuto».
Gli operai, secondo una prima ricostruzione, stavano lavorando su una piattaforma agganciata a un pilone del viadotto che era in costruzione.
Per cause da accertare, la piattaforma si e' sganciata, inclinandosi, e tre degli operai che c'erano sopra sono caduti da un'altezza di quaranta metri, mentre un altro e' riuscito a salvarsi.
Al campo base pochi gli operai oggi presenti, e nessuno sembra abbia voglia di parlare.
Sulle porte della mensa e degli uffici la dichiarazione di lutto da parte dell'azienda, che ha disposto la chiusura di tutti i cantieri.
«I lavori potranno riprendere nella giornata di lunedì 6 ottobre», si legge nella nota firmata dal capo del personale, Sergio Spinelli.
«Per me è stata colpa di un bullone difettoso. Non è giusto morire così». Ha detto Giovanni Ienno, cognato di Gaetano Cervicato, una delle tre vittime.
Ad avvertire i familiari di Cervicato è stato il fratello, anche lui dipendente della ditta che ha l'appalto dell'imprenditore teatino Carlo Toto. «Mio cognato era un grande lavoratore, è venuto fino qui per morire, ha lasciato due figli: su quelle piattaforme ci salgono solo i più coraggiosi».
Intanto la Toto Costruzioni si sta già occupando di disporre i servizi funebri. «Pensiamo che domani le salme saranno trasferite dall' obitorio alla camera mortuaria, poi ogni famiglia deciderà il
trasferimento della salma del proprio congiunto. Penso che ognuno farà il funerale nel luogo di nascita», ha concluso il referente della ditta Cervellati. 03/10/2008 16.31