Cordoma indagato: «sono libero di scegliere chi voglio»

Alessandro Biancardi

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Cordoma indagato: «sono libero di scegliere chi voglio»
MONTESILVANO. Il sindaco di Montesilvano indagato per abuso d’ufficio. L’avviso di garanzia consegnato nei giorni scorsi per aver sostituito un dirigente.

LA VIGNETTA DI GIO



Chi sperava di non dover più leggere una simile notizia, che non è un tuffo nel passato, è rimasto deluso.
La notizia c'è e parla di una nuova inchiesta penale che coinvolge il primo cittadino, Pasquale Cordoma (An), per aver sostituito l'ingegnere Costantino Di Donato con l'ingegnere Bellafronte Taraborrelli come dirigente del settore lavori pubblici.
Il tutto sarebbe stato stabilito durante un pranzo, dove altri esponenti politici avrebbero indicato a Cordoma proprio il nome di Taraborrelli. L'accusa è stata quella di relegare Di Donato ad un ufficio non conforme alle sue esigenze lavorative, per ragioni politiche e non professionali.
Rimarrebbero sullo sfondo gli altri attori della vicenda ed esponenti politici che avrebbero fatto pressione o suggerito la rimozione poichè a prendere la decisione è stato materialmente il pubblico ufficiale Cordoma.
Una situazione scaturita da un procedimento civile anche grazie ad alcune registrazioni e prove che avrebbero indotto la procura ad iscrivere il primo cittadino nuovamente nel registro degli indagati.
La replica è arrivata immediatamente, è stata organizzata una conferenza stampa con tutto l'harem di assessori al “cospetto” dell'adirato Cordoma.
«Il sottoscritto, ad oggi non ha ricevuto alcunchè, com'è possibile che ieri i giornali abbiano parlato di indagine?», ha detto il sindaco. Non è arrivato nulla, ma non è detto che non arriverà nei prossimi giorni..
Ma l'indagine esiste e sarebbe già avviata verso la conclusione ed avrebbe al suo attivo alcune intercettazioni che inchioderebbero il primo cittadino.
«Anche il modo con cui certi giornali hanno affrontato la notizia è vergognoso. Hanno parlato di clientelismo ed io rimando al mittente», si è difeso Cordoma.
Parole pesanti, piene di rabbia, che accusano la stampa di propaganda in vista delle elezioni.
Cordoma si dichiara «libero e con il sacrosanto diritto di scegliersi i dirigenti che vuole».
Soprattutto se non si ha «un'eccessiva stima» della persona che ricopre certi incarichi, «una persona che ci aveva bloccato, aprendo contenziosi inutili, che non andava avanti con le opere pubbliche, una persona che in città tutti conoscono. Ho ritenuto opportuno spostarlo in un settore dove non recasse danni all'amministrazione».
Cioè, la Protezione civile.
Affermazioni pesanti all'indirizzo del dirigente che però sembrano essere confermate da molteplici fonti che descrivono il dirigente rimosso non esattamente come un dipendente modello.
Inoltre, ogni sindaco ha facoltà di scegliersi i dirigenti di fiducia tutto sta nel farlo nelle modalità prescritte.
«Sono sicuro di essere nella perfetta ragione», ha continuato.
Sembra però che Di Donato abbia vinto alcuni ricorsi e che il Comune debba reintegrarlo alla sua originaria mansione.

100 GIORNI ALL'ESAME

Dal suo insediamento, Cordoma ha dato 100 giorni di "osservazione" alla sua giunta per esaminare i dipendenti, dando obiettivi e pretendendo risultati.
Al termine di questo periodo, si sarebbe presa una decisione su chi era in grado e chi no.
E la decisione è stata appunto l'oggetto di questa polemica. A quanto dice il sindaco Taraborelli, «sta lavorando bene» , come dirigente dei Lavori Pubblici, dirigente ascoltato di recente da PrimaDaNoi.it riguardo alla mancanza di gare pubbliche per l'affidamento di incarichi professionali negli appalti pubblici.
Quel che è certo è che si stanno smaltendo i 3 milioni di euro di debiti lasciati in eredità da Cantagallo&Co. e che «non ci hanno permesso di lavorare come volevamo», si giustifica Cordoma «avremmo potuto trovare questi soldi aumentando le tasse ma non l'abbiamo fatto, trovando soluzioni alternative».
Insomma ancora una battuta di arresto per il sindaco del dopo-Cantagallo, tra malumori di marca politica e incidenti di percorso giudiziari.
Questo dell'abuso di ufficio potrebbe non essere un fatto isolato: infatti Cordoma potrebbe avere altri problemi dall'altra inchiesta sui “concorsi con l'aiutino” del settembre 2007. Le indagini sarebbero prossime alla chiusura e potrebbero creare nuovi grattacapi.

Antonella Graziani 01/10/2008 14.01