Pedofilia: 32 perquisizioni in tutta Italia

Alessandro Biancardi

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BOLOGNA. Si faceva chiamare "SweetMoon 92" e in rete diceva di avere 16 anni, ma in realtà era una talpa della polizia. Perquisizioni anche in Abruzzo.

BOLOGNA. Si faceva chiamare "SweetMoon 92" e in rete diceva di avere 16 anni, ma in realtà era una talpa della polizia. Perquisizioni anche in Abruzzo.

La Polizia postale e delle comunicazioni dell'Emilia-Romagna ha eseguito in 13 regioni perquisizioni domiciliari contro 32 persone (tra cui anche 2 donne) responsabili di detenzione e divulgazione di materiale informatico (immagini e video) prodotto tramite lo sfruttamento sessuale di minori.
Per scovarli gli inquirenti hanno lavorator "sotto copertura" nella chat "C6" di Virgilio, dove gli indagati si incontravano per scambiarsi i file illegali, per trovare complici o adescare potenziali vittime.
L'operazione ha permesso di sequestrare una copiosa mole di materiale. Oltre all'Emilia-Romagna, l'operazione ha interessato Abruzzo, Piemonte, Lombardia, Veneto, Toscana, Marche, Lazio, Molise, Campania, Basilicata, Calabria e Sicilia.
Le immagini pornografiche oggetto dei sequestri, secondo gli investigatori, sarebbero state in gran parte reperite sulla rete internet. Ma non è escluso che gli indagati abbiano anche proposto a ragazzini (o a utenti che in chat si spacciavano per minori) lo scambio con foto e filmati personali, girati con il telefonino o con la webcam. Foto e filmati sequestrati sono stati ora inseriti in una banca-dati internazionale delle forze dell'ordine che si occupano di pedopornografia on-line, per cercare di risalire ai luoghi di produzione.

UNA INCHIESTA DURATA DUE ANNI

L'indagine, coordinata dal Pm di Modena Mirco Miccolini, è cominciata due anni fa con l'arresto di un modenese di 23 anni che adescava minorenni su internet. Il giovane fu smascherato grazie a una segnalazione al numero '114 ' di Telefono Azzurro da parte di una madre palermitana, che in chat si era imbattuta nel pedofilo.
Il ragazzo è stato poi arrestato e condannato con rito abbreviato a un anno e 10 mesi e 8.000 euro di multa.
Seguendo i suoi contatti virtuali durata quasi due anni e autorizzata dalla Procura di Modena, gli agenti della Polposta si sono mescolati ai frequentatori delle chat, arrivando a individuare i 32 indagati.
«Identificare i bambini ritratti nel materiale pedopornografico può essere l'inizio per rompere il circuito e il business dello sfruttamento sessuale a danno dei bambini», ha commentato Don Fortunato Di Noto, presidente dell'Associazione Meter onlus e membro del Comitato Scientifico della Polizia Postale e delle Comunicazioni, commenta così l'operazione in 13 regioni condotta dalla Polizia Postale di Bologna.

27/09/2008 10.42