Così vanno le cose nella Comunità montana Amiternina

Alessandro Biancardi

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ENTI STRUMENTALI E SPESE SUPERFLUE. L’AQUILA. Assunzione di personale alla Comunità Montana Amiternina senza selezioni pubbliche. E’ una vicenda lunga, una pratica consolidata partita nel 2000 quando si è deciso di attivare il Piano di zona dei servizi sociali.

ENTI STRUMENTALI E SPESE SUPERFLUE. L'AQUILA. Assunzione di personale alla Comunità Montana Amiternina senza selezioni pubbliche. E' una vicenda lunga, una pratica consolidata partita nel 2000 quando si è deciso di attivare il Piano di zona dei servizi sociali.


Adesso, da un lato, si vuole cambiare rotta e si indice un concorso pubblico, dall'altra, si pensa a stabilizzare i precari che lavorano già all'interno.
La Comunità Montana Amiternina comprende 13 località dell'entroterra regionale e raccoglie una popolazione che non arriva a 20 mila unità.
Ne fanno parte i comuni della provincia dell'Aquila Cagnano Amiterno, Pizzoli, Barete, Scoppito, Lucoli, Tornimparte, Montereale, Campotosto, Capitignano, Fossa, Sant'Eusanio, Villa Sant'Angelo e Ocre.
La Comunità ha un presidente, Giacomo Di Marco (che percepisce uno stipendio di 3.098 euro mensili), un vicepresidente, Luigi Cesare Caresta e 6 assessori: Caresta, Pietro Romano, Angela Cortelli, Enzo Di Giorgio, Anselmo Salvi, Luciano Di Carlo (per ognuno l'indennità mensile è di 1.394 euro), 39 consiglieri stimati (che grazie ai gettoni di presenza in un anno assorbono 3.464 euro totali). [url=http://cmamit.regione.abruzzo.it/chiSiamo/organi.htm](QUI TUTTO "L'ESERCITO" DEGLI AMMINISTRATORI)[/url]
Da tempo contestate, le comunità montane vengono viste spesso come sperpero inutile di denaro pubblico. Ma è davvero così?
Quella Amiternina presenta alcune contraddizioni interne, anche a seguito della decisione di mettere in piedi un nuovo servizio, su suggerimento della Regione, per l'assistenza sociale.
Era il 2000: si convocò un nutrito gruppo di "specialisti", tutti scelti a chiamata diretta.
Tra questi un coordinatore dei servizi, uno psicologo, un tecnico di informatica, un responsabile amministrativo con competenze in materia di servizi sociali, un assistente sociale di area contabile e un impiegato contabile.
Tutti scelti così, dal nulla.
Niente bando di gara, niente concorso, niente graduatoria, niente selezione pubblica.
Per loro un contratto di collaborazione coordinata e continuativa esterna affidato con voto unanime e scrutinio segreto dal presidente e dai consiglieri.
Dal giorno delle nomine all'effettiva erogazione delle prestazioni ai cittadini passano però due anni di tempo.
Inoltre sorgono alcuni dubbi sulla effettiva possibilità di alcuni dei prescelti a ricoprire l'incarico affidato.
Come nel caso della due psicologhe: laureate sì ma non abilitate alla professione perché non iscritta all'Albo professionale. Proprio l'Ordine, però, si sarebbe accorto dell'"anomalia" e avrebbe presentato un richiamo alla Comunità per violazione delle norme.
Per lo svolgimento delle prestazioni dei suoi dipendenti, l'Ente ha messo a disposizione le proprie strutture lasciando liberi i collaboratori di prestare la loro opera anche in altri locali esterni o nel proprio domicilio.
I compensi sono stati corrisposti alla stregua dei dipendenti di ruolo, con pagamenti mensili entro il 30 di ciascun mese ma non uguali per ogni collaboratore, nemmeno di fronte a compiti e mansioni identiche: si va da una retribuzione minima di €. 1.315,00 a una massima di €. 2.637,48.

IL RIMBORSO PER IL “FUORI SEDE”… PER ANDARE IN SEDE

Agli stessi è riconosciuto il rimborso di tutte le spese sostenute per viaggio vitto e alloggio relative a prestazioni rese fuori dal Comune di domicilio fiscale.
E qui un'altra anomalia: per contratto, i collaboratori hanno il domicilio fiscale presso la sede della Comunità Montana che è a L'Aquila.
Ma dato che L'Aquila non fa parte della Comunità Montana, ne deriva che tutte le volte che gli stessi si recano a far visita agli utenti i servizi sono svolti “fuori sede”.
Il personale assorbe nel corso di un anno quasi 130.000,00 euro, che moltiplicato per gli ultimi cinque anni sono oltre 650 mila euro. A questi vanno poi sommati i rimborsi sopra citati.
Nei mesi scorsi qualcuno si è ravveduto e ha deciso di bandire un concorso per l'assunzione di personale a tempo determinato che ricoprisse gli incarichi di chi, un tempo, era stato nominato senza alcuna selezione (non solo dipendenti di questo progetto).
Ma meno di un mese dopo c'è stata una manovra strana: la comunità ha deciso di stabilizzare il personale precario. Quindi da una parte si indicono selezioni e dall'altra si pensa alla stabilizzazione di chi è già dentro. Per il momento è tutto fermo: la stabilizzazione di tutto il personale si è fermata per mancanza di risorse finanziarie così come i concorsi fermi al palo.
E fino al 31 dicembre del 2009 assistenti sociali e psicologhe resteranno al loro posto.

Alessandra Lotti 24/09/2008 11.57