Sotto il futuro parco fluviale la discarica abusiva

Alessandro Biancardi

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FARA FILIORUM PETRI. La scorsa settimana il personale del Comando Stazione Forestale di Fara Filiorum Petri (CH) ha posto sotto sequestro un terreno demaniale e presentato una denuncia contro ignoti alla Procura della Repubblica di Chieti per realizzazione e gestione non autorizzata di discarica in un sito da adibire a parco pubblico in loc. “San Nicola – Vesola Sant’Angelo”.
Le indagine erano partite nello scorso mese di luglio da una segnalazione del direttore dei lavori: in quella località si sta tentando di realizzare un parco pubblico territoriale a seguito di un accordo di programma del 2004 tra la Provincia di Chieti e il Comune di Fara Filiorum Petri. Il terreno, infatti, è di proprietà della Provincia di Chieti, ha una superficie pari a circa 6.600 m2 e proviene dagli espropri eseguiti per la costruzione della Strada a scorrimento veloce “Chieti - Guardiagrele”.
Ma già durante la ricognizione di cantiere e il picchettamento dell'area sono emersi, in una porzione limitata, dei residui di rifiuti solidi urbani. Quindi, i Forestali intervenuti hanno eseguito un sopralluogo in cantiere: mediante l'utilizzo di un escavatore, messo a disposizione dalla ditta appaltatrice, sono stati effettuati diversi sondaggi esplorativi (trincee) per accertare lo spessore dei rifiuti e definirne l'area occupata. Da tali esplorazioni è risultato che lo strato di rifiuti è situato ad una profondità minima compresa tra i 20 ed i 30 cm, con alcuni punti ove sono affioranti, ma non è stato possibile stabilire con esattezza la loro massima profondità.
Dopo averla adeguatamente delimitata, non prima di aver ripulito una striscia di terreno attigua, si è proceduto al sequestro, per il momento a carico di ignoti, di tutta l'area in cui circa 20-25 anni orsono è stata realizzata una discarica non autorizzata di rifiuti solidi urbani.
«Stiamo valutando», ha dichiarato il Comandante Provinciale del Corpo Forestale dello Stato, Piero Di Fabrizio, «come eseguire dei carotaggi o delle trincee per accertare l'altezza massima ed il volume dello strato di rifiuti presenti nell'area. Inoltre, per verificare l'eventuale contaminazione del sottosuolo, al più presto sarà richiesto l'intervento dell'Agenzia Regionale per la Tutela Ambientale - A.R.T.A. di Chieti per il prelievo e l'analisi di campioni di terreno».
Mediante la strumentazione GPS in dotazione ed il Sistema Informativo della Montagna, gli agenti del Corpo Forestale dello Stato hanno anche rilevato i nove punti ove sono state eseguite le trincee, riportandoli su un'ortofotocarta, mentre a breve sarà effettuata una verifica presso gli uffici comunali per accertare se vi siano eventuali autorizzazioni e se è stata attivata la richiesta di bonifica del sito inquinato.

20/09/2008 11.43