Le Ferrovie vendono i terreni riqualificati dal Comune ai privati

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Chissà se si farà. Intanto l’annosa polemica sulla filovia sì, filovia no continua tra silenzi e assensi della politica. Sull’opera gravano molti dubbi e più di un’ombra. In Comune l’attuale centrosinistra non sembra essere compatto sul sì.
Intanto la Ferrovie Real Estate Srl ha venduto ai privati i terreni destinati inizialmente a ospitare, come percorso privilegiato, i filobus in via della Bonifica, nella parte sud del percorso, terreni già riqualificati a spese del Comune.
«La disattenzione e l'indifferenza della giunta cominciano a costare veramente caro alla città», commentano il capogruppo del Popolo della Libertà al Comune di Pescara, Luigi Albore Mascia, e il coordinatore cittadino An-Pdl di Pescara sud, Armando Foschi.
«A quanto pare – hanno proseguito Albore Mascia e Foschi – dopo decine di sedute di Consiglio comunale, approfondimenti, progetti, discussioni e riunioni, e dopo sei anni di governo, la giunta D'Alfonso non ha ancora capito se vuole o no la filovia a Pescara. Nel frattempo l'ente appaltante, la Gtm, ha annunciato di aver approvato lo scorso 20 agosto il progetto esecutivo dell'opera e di essere pronto a far partire il cantiere, cominciando dalle aree già concesse, ossia da Montesilvano. Ovvio che se si realizzerà metà dell'opera, anche Pescara sarà costretta a cedergli il proprio tracciato individuato sulla strada-parco. Ma, mentre la politica di centro-sinistra, continua a dibattersi nel proprio caos, Pescara ha perso definitivamente quei terreni individuati originariamente nella zona di Porta Nuova per consentire al filobus di viaggiare su un percorso riservato, senza interferire con il normale traffico automobilistico».
Si tratta, in sostanza dell'asse viario di 2 chilometri di via della Bonifica, ossia l'asse stradale retrostante la pineta D'Avalos sul quale è stato dirottato il traffico una volta chiusa via Antonelli per l'accorpamento del parco stesso.
La strada, tra l'altro, è stata ampiamente riqualificata, anche con opere di arredo urbano, da parte dell'amministrazione che però non l'ha mai espropriata alle Ferrovie Real Estate Srl, società proprietaria della superficie.
Proprio quel tratto di via della Bonifica era stato inserito nel ‘corridoio verde', ossia avrebbe dovuto ospitare il tratto sud della filovia e, a tal fine, il Comune aveva affidato a una società di Roma uno studio di fattibilità, costato circa 150 mila euro.
«Oggi la scoperta – hanno ancora detto Albore Mascia e Foschi -: sembra che già il 23 ottobre 2006 le Ferrovie Real Estate Srl abbiano venduto via della Bonifica a due imprenditori privati, incassando circa 470 mila euro e il Comune non ha alzato un dito per impedire la cessione di aree che pure sono state riqualificate a spese dei contribuenti. Ci chiediamo a questo punto cosa accadrà su quei 2 chilometri di via della Bonifica, ormai di proprietà privata, ma ogni giorno attraversati da migliaia di veicoli; ci chiediamo quali siano i rapporti tra gli stessi privati e il Comune e perché, quest'ultimo, non sia piuttosto intervenuto con l'esproprio di quella superficie. Ma soprattutto per Pescara si è trattata di una grave perdita: secondo il nuovo tracciato, la filovia infatti ora transiterà in viale Pindaro per dirigersi verso sud, ossia in mezzo al traffico cittadino, davanti all'università, tra le auto che dovranno rinunciare a una corsia in una zona già problematica».
«E' ovvio che il sindaco D'Alfonso non può continuare a trincerarsi dietro un silenzio ‘politico'», hanno detto, «su una tematica tanto strategica per la città, dunque è più che mai urgente la convocazione immediata di una seduta straordinaria ad hoc del Consiglio comunale già richiesta dal consigliere Sorgentone per dare modo al sindaco e alla sua maggioranza di assumersi le proprie responsabilità».

20/09/2008 9.52