«Mamma mi hanno rapito». La polizia lo trova e lo libera

Alessandro Biancardi

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PESCARA. Gli agenti della squadra mobile di Brindisi hanno liberato con un blitz una persona sequestrata tre giorni fa a Pescara. Nell'operazione - compiuta a Torre Canne di Fasano - sono stati arrestati tre carcerieri armati di tutto punto.
Poco dopo sono stati catturati due presunti complici dei sequestratori.
L'intera vicenda si sarebbe consumata all'interno del mondo legato al traffico di sostanze stupefacenti. Anche il sequestrato, infatti, come i suoi sequestratori, sarebbe un pregiudicato.
19/09/2008 9.56

LA RICHIESTA D'AIUTO VIA TELEFONO

«Mi hanno rapito, non so dove sono», ha detto ieri mattina poco dopo le 9 Paolo Vianale, ragazzo di Pescara, noto spacciatore con precedenti anche per rapina. Il suo sos lo ha lanciato via telefono alla mamma.

Le ha raccontato di essere stato portato via con la forza e di essere stato portato in un casolare, legato ad una sedia. Il posto preciso, però, non lo ha saputo indicare.
La mamma allarmata è andata in questura per denunciarne la scomparsa. Proprio mentre stava raccontando l'episodio agli agenti è arrivata un'altra telefonata. Era ancora Paolo. Il vice della squadra mobile Guido Camerano ha parlato con il ragazzo.
In diretta si è fatto spiegare cosa vedesse dalla finestra, in qualche modo il giovane ha descritto il panorama: «una casa bianca e un negozio cinese». Decisamente poco per rintracciarlo. Immediatamente è stata allertata la procura, il telefono del giovane è stato messo sotto controllo e nel giro di 30 minuti si è riusciti a restringere ad un raggio di 5 km la zona dalla quale la telefonata era partita: Torre Canne di Fasano nel brindisino, Puglia.
La squadra mobile di Pescara ha contattato i colleghi di Brindisi che si sono messi in moto per una prima perlustrazione.
Poco dopo hanno rintracciato l'automobile di Vianale che, come aveva raccontato la madre, era sparita nel nulla insieme al figlio.
Grazie al prezioso indizio e alla descrizione del panorama gli agenti sono riusciti ad identificare lo stabile con precisione e sono rimasti in appostamento.
Poi è arrivata l'ennesima telefonata: questa volta erano i sequestratori che hanno chiesto un riscatto di 50 mila euro per liberare il giovane.
A questo punto gli agenti di Brindisi hanno fatto irruzione nel covo e lì hanno trovato Vianale ancora legato e arrestato tre uomini. Nella notte poi ci sono stati anche altri due arresti. A finire in manette sono stati i due carcerieri che hanno sorvegliato il giovane durante il primo giorno in un altro covo poco distante.

I MOTIVI DEL SEQUESTRO

Secondo la ricostruzione della polizia Vianale, che “lavora” nel mondo dello spaccio di stupefacenti, era debitore verso il gruppo di sequestratori: a loro doveva 15 mila euro per una partita di droga non pagata, più altri 20 mila euro che si era intascato e che invece andavano ripartiti.
I cinque hanno deciso così di entrare in azione e organizzare il sequestro a scopo estorsivo.
Il fatto che i sequestrati non avessero verificato se il giovane avesse un cellulare, secondo gli inquirenti, denota il fatto che la banda fosse poco vigile, probabilmente anche sotto l'effetto di sostanze stupefacenti e interessati unicamente alla restituzione del bottino.
C'è poi un altro episodio sul quale adesso la squadra mobile sta ancora lavorando: il 7 agosto scorso Vianale era stato accoltellato alla gamba sinistra mentre si trovava in piazza Santo Spirito, a Pescara. Il giovane non ha collaborato con gli inquirenti e bisognerà vedere se già quella era una vendetta.
Al momento Vianale è libero, a tutti gli effetti è da considerarsi vittima di sequestro. Ma le indagini stanno andando avanti e non si esclude che presto per lui possano arrivare nuove accuse.
Gli inquirenti hanno anche accertato che il giovane non era stato rapito con la forza. Il gruppo, infatti, si era allontanato con la macchina della vittima con un escamotage. Gli avevano detto che bisognava andare a fare un “lavoretto” e il suo contributo gli sarebbe valso uno sconto di 3 mila euro sul debito totale.

GLI ARRESTATI

Gli arrestati sono Mario Donnarumma, 34 anni di Torre Annunziata (ritenuto la mente del gruppo),
Sante Panatleo 21 anni e Filippo Russo, 23 anni entrambi pugliesi. La scorsa notte sono finiti in manette Francesco Pinto 21 anni e Pietro Liuzi anche loro pugliesi.

a.b.
19/09/2008 12.24