Incarichi professionali senza gare pubbliche? Il dirigente comunale spiega..

Alessandro Biancardi

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MONTESILVANO. Ancora aperti i dubbi sugli incarichi professionali, sollevati dall'Ordine degli architetti. Negli ultimi giorni non è stata fatta molta chiarezza a riguardo da parte di alcuni rappresentanti dell'amministrazione comunale che anzichè spiegare hanno preferito attaccare professionalmente e politicamente la persona di Marco Volpe, Presidente dell'ordine e vicino al centro sinistra.
« I comunicati susseguitisi negli ultimi giorni da parte di vari esponenti dell'Amministrazione Comunale di Montesilvano appaiono quanto meno mortificanti rispetto alla dignità del Consiglio dell'Ordine, oltre che offensivi nei confronti del suo Presidente», scrive Volpe in risposta alle polemiche che lo hanno riguardato «reputo più costruttivo probabilmente confrontarsi nel merito delle questioni poste piuttosto che distoglierne l'attenzione spostando il discorso su piani assolutamente diversi ed ingiustificatamente personali».

SE LA MONTAGNA NON VA DA MAOMETTO...

Maometto va alla montagna.
Essendo fanatici di chiarezza e trasparenza, abbiamo deciso di "scomodarci" e andare a chiedere quelle risposte che dovevano essere date dall'inizio.
Partiamo dal fatto contestato: per alcuni affidamenti (Via Saragat e 12 alloggi popolari) è stata applicata la modalità di scelta di 5 professionisti, modalità che deve essere per legge applicata solo nel caso di onorari inferiori ai 100mila euro.
Ma per questi affidamenti la base di gara sembrava essere superiore ai 100mila euro, quindi, sempre secondo la legge, bisognava stabilire un concorso pubblico.
Nei bandi che abbiamo visionato presso gli uffici del Comune, l'onorario stabilito e dichiarato era, effettivamente, fino ai 100mila euro, quindi tutto regolare nella modalità dei 5 "prescelti".
Ergo, la domanda implicita a cui rispondere era questa: come sono stati calcolati gli onorari per i professionisti, ovvero come si stabilisce se un importo è superiore o inferiore ai 100mila euro?
Ci siamo diretti così dalla persona più indicata a spiegare queste norme tecniche, ovvero l'Ingengnere Bellafronte Taraborrelli, dirigente dei lavori pubblici, che fino ad ora non aveva preso parola.
«Gli onorari vengono calcolati a seguito del decreto ministeriale del 4/4/2001» spiega l'ingegnere.
Fin qui ci siamo. Ma cosa significa?
«Significa che il tariffario degli ingegneri e degli architetti prevede delle aliquote che variano rispetto all'importo dei lavori e alla tipologia dell'opera da progettare. In base alla aliquota si moltiplica per l'importo dei lavori e per le prestazioni richieste», continua.
Nel caso particolare le prestazioni richieste nel bando erano progettazione definitiva, progettazione esecutiva, direzione lavori e sicurezza.
Per obbligo di legge, va aggiunto un rimborso spese, pari, a quanto spiega l'ingegnere, al 20% dell'onorario.
«E' stato anche fissato un tetto massimo di ribasso per l'offerta, in quanto si reputa che andando al di sotto di un certo ribasso la prestazione ne risente. Al contrario di altre amministrazioni che non pongono nessun massimo di ribasso».
Piccole operazioni matematiche che hanno un risultato, secondo Taraborelli, inferiore ai 100mila euro.
« Inoltre», aggiunge il dirigente, «non c'è stato frazionamento d'incarico come sostenuto dall'Ordine degli architetti, in più i 5 professionisti sono stati scelti in base all'offerta migliore, sempre seguendo il principio di rotazione e trasparenza».
Il principio di rotazione, significa semplicemente, che chi ha già avuto incarichi deve lasciare posto ad altri.
Per i lavori di Via Saragat, il vincitore della gara per l'affidamento delle prestazione professionali è l'ingegnere Della Penna.
Lo stesso ingegnere ha avuto altri incarichi professionali ma non dal settore dei lavori pubblici del Comune.
E' probabile che la questione non si chiuda qui…


Antonella Graziani 18/09/2008 15.45