Semaforo killer, arresti e controlli in tutta Italia

Alessandro Biancardi

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PINETO. Un vero e proprio cartello tra le aziende fornitrici del T-Red - il cosiddetto 'semaforo vampiro' - che, con l'aiuto di pubblici ufficiali compiacenti, era riuscito a pilotare gare d'appalto in tutta Italia.
Nei mesi scorsi anche a Pineto il famoso, quanto “cattivo” T-Red aveva fatto danni: 3.700 multe nel giro di poche settimane. Cose mai viste, insomma, e si arrivò addirittura a chiedere le dimissioni del sindaco, mentre le associazioni a difesa dei consumatori invitavano a non pagare.
Ieri una svolta: la Guardia di finanza, su ordine del gip Andrea Ghinetti, ha arrestato quattro persone, uno in carcere e tre ai domiciliari.
Le accuse sono associazione per delinquere e turbativa di commesse pubbliche per una presunta manipolazione di appalti in 29 comuni.
A San Vittore, nell'operazione T-Rex, è finito quello che per gli inquirenti sarebbe il promotore del 'cartello' e capo del sodalizio: Raoul Cairoli, 38 anni, amministratore unico della Ci.Ti.Esse, società distributrice nazionale in esclusiva dei T-Red e concessionaria in esclusiva per l'Italia dei
misuratori di velocità Autovelox 104/C-2.
Agli arresti domiciliari si trovano, invece, Giuseppe Astorri, 51 anni, direttore commerciale della Scae Spa; Simone Zari, 43 anni, socio e amministratore di fatto della Centro Servizi Srl e Antonino Tysserand, 50 anni, amministratore unico della Tecnotraffico Srl e titolare della ditta individuale Tecnologie per il traffico.
Contestualmente agli arresti, in 16 comuni (nelle province di Milano, Como, Varese, Novara, Livorno, Mantova, Viterbo, Roma, Pisa, Firenze, Pistoia, Venezia, Modena, Benevento e Ferrara) le
Fiamme Gialle hanno sequestrato, su decreto della Procura altri dispositivi elettronici (T-Red autovelox ed autobox). Gli accertamenti hanno riguardato 130 Comuni e sono state denunciate
21 persone: oltre ai quattro arrestati (per cui si procede anche per subappalto irregolare), risultano iscritti nel registro degli indagati 17 pubblici ufficiali, responsabili nei vari Comuni delle gare di appalto. A quattro di loro sono stati contestati anche l'abuso di ufficio e il peculato.
Dagli accertamenti è venuta a galla che, in accordo con gli amministratori pubblici, venivano invitate alla trattativa privata per l'affidamento della fornitura del sistema semaforico che fotografa l'infrazione soltanto le imprese affiliate al cartello gestito dagli arrestati.
Dall'inchiesta Pineto sarebbe fuori, ma le vittime, quelle non mancano.
18/09/2008 12.54