Gruppo Angelini, anche dopo l'accordo l'Ugl avvia la vertenza

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. L'Ugl ha avviato la procedura di vertenza sindacale per 16 dipendenti della casa di cura aquilana Sanatrix, allo scopo di avere 3 delle 4 mensilità pregresse e non pagate.
La notizia è stata resa nota da Giuliana Vespa (responsabile sanità Ugl dell'Aquila) durante un incontro con i giornalisti. «La procedura
- ha spiegato Vespa- è partita ieri».
Proprio ieri con l'incontro tra Asl e Vincenzo Angelini si era raggiunto l'accordo per sbloccare dieci milioni di euro utili per pagare gli stipendi. Ma a quanto pare nemmeno questa notizia ha fermato i "lavori in corso" per mettere gli stipendi al sicuro. Dopo troppe rassicurazioni cadute nel vuoto i lavoratori non credono più a niente.
«C'é giunta voce di alcuni soldi che sarebbero stati sbloccati», conferma anche Vespa, «ma non sappiamo se saranno impiegati per Sanatrix o per la casa Villa Pini. Se l'imprenditore Enzo Angelini, che è la nostra unica controparte, pagherà in toto siamo disposti a ritirare le vertenze, altrimenti richiederemo anche una visita ispettiva da parte della direzione provinciale del Lavoro».
Ma sulla vicenda Sanatrix, l'Ugl ne ha per tutti: «Le dichiarazioni di Angelini - ha aggiunto la Vespa - sono piene di inesattezze, l'atteggiamento del direttore generale della Asl Roberto Marzetti è camaleontico; ancora, i tavoli convocati dalla presidente della Provincia Stefania Pezzopane non sono serviti a niente mentre è sterile il silenzio del sindaco Massimo Cialente. Gravissima infine l'assenza della Regione, sempre invitata e sempre assente, dapprima con l'ex presidente e assessore alla Sanità ad interim Ottaviano Del Turco e oggi con il vice presidente vicario Enrico Paolini».
Critico anche Alfonso Mascitelli (Idv) che chiede di fermare «le
prepotenze»: «il pagamento degli stipendi, dopo sei mesi, ai dipendenti del gruppo Villa Pini e' un dovere contrattuale e non una gentile concessione», sottolinea, «se non si afferma questo principio, si continuera' a mantenere sospesa una spada di Damocle sulla testa dei lavoratori anche in futuro».
Dubbioso anche il segretario regionale di Rifondazione Comunista, Marco Gelmini: «è un bene che si siano trovati i fondi per pagare gli stipendi dei lavoratori. Bastavano per questo pero' le prestazioni accertate. Non si capisce da che derivi la dichiarata appropriatezza del 95% delle prestazioni quando fino a pochi mesi fa si denunciava da parte della stessa Asl una inappropriatezza di dimensioni assolutamente piu' ampie». Gelmini chiede perciò di procedere «con rigore per evitare quanto accaduto sino ad ora (pagamenti plurimi e dati non veritieri)».

17/09/2008 16.50