Sanatrix, Angelini:«la Regione vuol far morire di fame il mio gruppo»

Alessandro Biancardi

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CHIETI. Vincenzo Maria Angelini è persona di poche parole, soprattutto con la stampa. Se nell'ultima settimana gli abruzzesi hanno imparato a conoscerlo attraverso le dichiarazioni (a spizzichi e bocconi) fuori dal tribunale, è pur vero che l'imprenditore della sanità, di solito, si concede poco.
Ma oggi Angelini torna a parlare, con un insolito comunicato stampa che ha inviato in un colpo solo al presidente vicario Enrico Paolini, alla presidente della Provincia dell'Aquila Stefania Pezzopane, al sindaco dell'Aquila Massimo Cialente, al direttore generale della Asl dell'Aquila, Roberto Marzetti, e ai quotidiani locali.
Un lungo comunicato stampa emanato per mettere in chiaro le cose, «una volta per tutte», dopo mesi di racconti giudicati da Angelini «falsi».
Oggetto delle «falsità» ancora una volta la clinica Sanatrix dell'Aquila quella oggetto nei mesi scorsi di una trattativa naufragata per la vendita e finita anche nell'inchiesta pescarese sulla sanità: secondo la procura infatti l'ex giunta di centrosinistra avrebbe spinto l'imprenditore di Chieti per vendere la clinica al concorrente Vittorini.
In questo clima incerto si alternano le prese di posizione per fare pressione su questo o quello e soffiare sul fuoco del malumore.
«La casa di cura Sanatrix non ha mai auspicato né mai chiesto ad alcuno la chiusura del reparto di ginecologia e ostetricia né tanto meno l'apertura dei posti letto di ortopedia. Ne è prova inconfutabile», spiega Angelini, «il piano di ristrutturazione aziendale nel quale il gruppo esplicitamente chiede la riapertura del reparto di ginecologia».
Una ulteriore conferma, secondo l'imprenditore delle cliniche private, sarebbe il fatto che il gruppo «non ha licenziato nessuno dei lavoratori addetti a qualsiasi titolo del reparto di ginecologia e ostetricia».
Il fatto che, al contrario, le intenzioni reali della proprietà siano quelli della riapertura del reparto sarebbe provato, sempre secondo Angelini, «in modo elementare», dalla circostanza che «anche in attesa dell'esame del piano di ristrutturazione aziendale si è continuato e si continua a mantenere intatto l'organico del reparto».
Secondo Angelini tutte le «notizie false», diffuse sull'argomento sarebbero state alimentate ad arte «per ottenere che dal piano aziendale di Sanatrix vengano sottratti i posti di ginecologia, contribuendo così ad indebolire ulteriormente la struttura».
Insomma una guerra tutt'altro che finita e tanto meno attenuata anche dopo lo scoppiare dell'inchiesta penale pescarese che pure su Sanatrix ha un filone aperto tutto ancora da sviluppare.
E il comunicato si chiude con un avvertimento: «il Gruppo Villa Pini non tollererà come ha fatto fino a questo momento la minima affermazione falsa e calunniosa».
«E' un fatto», scrive ancora Angelini, «che la Regione Abruzzo si rifiuti ostinatamente di esaminare il piano aziendale del Gruppo. Piano che ha l'obbligo di esaminare entro 90 giorni dalla presentazione, giorni che stanno per scadere».
Questo, secondo Angelini non può che portare alla conclusione che si voglia «come è chiaramente emerso in questi giorni, far morire di fame il gruppo stesso».

a.l. 15/09/2008 16.05