San Valentino: scoperta archeologica in parco Majella

Alessandro Biancardi

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San Valentino: scoperta archeologica in parco Majella
SAN VALENTINO. E’ stata trovata nel parco nazionale della Majella una grotta con resti umani fossilizzati. E' successo a San Valentino in Abruzzo Citeriore, in provincia di Pescara. «FORSE RESTI DELL’ETA’ DEL RAME»
Il sindaco e altri amministratori del comune hanno scoperto la grotta con all'ingresso una serie di croci incise. I resti dei corpi umani risalirebbero a molto tempo fa.
Proprio il sindaco ci ha inviato, in anteprima, una foto della grotta scoperta ieri. Questa mattina, alle ore 11,00, si terrà una conferenza stampa presso il municipio di San Valentino.
«Si tratta di una grotta posta su di una delle pareti che definiscono la Valle dell'Orta», ci spiega il primo cittadino Angelo D'Ottavio. «La scoperta è stata effettuata da Valerio Natarelli, grande conoscitore della zona, che mi ha informato dello straordinario ritrovamento ed insieme siamo tornati sul posto». Molti anni fa, avendo la stessa età, l'attuale sindaco e lo scopritore, visitavano d'abitudine quelle zone, ma nessuno ha mai notato il prezioso contenuto di quella grotta.
Alla conferenza stampa parteciperà anche il Presidente del parco nazionale della Majella.
«L'auspicio», ha detto D'Ottavio, «è che dopo gli interventi che la sovrintendenza e gli esperti effettueranno, i resti ed i ritrovamenti, saranno custoditi ed esposti nel locale Museo dei Fossili».
15/09/2008 8.51




«OSSA UMANE, UN MORTAIO E BORCHIE IN BRONZO»

Questa mattina nel corso di una conferenza stampa il sindaco di San Valentino, Angelo D'Ottavio, ha illustrato i dettagli della fantastica scoperta. Sulle pareti della grotta sono state trovate sette croci incise e una grande quantita' di ossa umane. Queste ultime si trovavano in una cavita' che si trova in fondo alla grotta.
Il primo cittadino ha poi spiegato l'esatta localizzazione del posto, ovvero il versante destro della Valle dell'Orta. E' lì che c'è la grotta che si apre, a strapiombo sul fiume, su una parete con molte cavita' carsiche, in un'area annessa al Parco nazionale della Majella, di fronte al territorio di Bolognano.
Tra i reperti scoperti ieri ci sono tre bacini, dei pezzi di cranio (di peso diverso e quindi risalenti a epoche diverse) e una mandibola.
Sempre nella grotta si vedono dei fori, di quelli che si realizzano per inserire delle mazze nella roccia per evitare l'accesso ad estranei.
C'e', poi, un mortaio, usato forse per il grano, simile a quelli gia' rinvenuti in altre grotte della zona.
Col metal detector sono state individuate tre borchie in bronzo, una piastra in materiale ferroso e qualcosa che somiglia ad una fibbia, il tutto pero' all'esterno della grotta.
Secondo Valerio Natarelli, autore del rinvenimento, i resti risalgono «al periodo eneolitico (l'eta' del rame, ndr), ma e' solo un'ipotesi, e non si esclude che questo fosse un luogo di rifugio, e magari vicino c'e' una villa romana».
Di piu' si sapra' solo a seguito di approfondimenti e studi specifici, a cura della Soprintendenza, che e' stata avvisata.
Il Parco nazionale della Majella «si e' gia' detto disponibile ad un finanziamento», ha annunciato il presidente, Gianfranco Giuliante. 15/09/2008 12.43