L’Ugl propone un tavolo per il riassetto delle aziende municipalizzate

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. «La situazione delle aziende partecipate dal comune di L’Aquila, ( ASM, AMA, SED, ASI, CTGS e AFM ) impone con urgenza la costituzione di un tavolo di coordinamento tra le segreterie sindacali, che si rapporti con l’amministrazione comunale».


A proporlo è il segretario dell'Ugl, Piero Peretti, che è convinto che le problematiche che investono tali aziende «non possono essere affrontate in maniera disarticolata, ed occorre che l'amministrazione elabori al più presto un documento di riassetto delle aziende, documento che necessariamente deve essere condiviso anche con il sindacato».
Tali aziende occupano circa 600 lavoratori, per la gestione dei servizi pubblici locali.
Il quadro normativo su cui operare è stato definito precisamente con la riforma dei servizi pubblici locali presentata dal ministro Tremonti e contenuta nella recente legge n. 133 del 6 agosto 2008, di conversione del decreto legge 112/08.
«Dunque ora l'amministrazione è in condizione di operare in un quadro normativo di riferimento ben definito».
Ciascuna azienda ha criticità aperte, su cui bisogna intervenire in tempi stretti, sostiene l'Ugl che propone anche un breve quadro sintetico.

«Sull'ASM», sostiene l'Ugl, «occorre attenzione non solo sulla situazione di riassetto interno e del contratto di servizio, ma anche monitorare tutti i processi che dovranno portare alla gestione unica del ciclo rifiuti su base provinciale».
Per il SED è necessario «riacquisire le quote del socio privato Maggioli, al fine di consentire gli affidamenti diretti dei servizi informatici, verificando anche la possibilità di accorpamento in azienda multiutility».
Per l'AFM va risolta –secondo l'Ugl- la stabilizzazione delle maestre d'asilo, mentre per l'AMA occorre provvedere ad un riassetto che estenda il servizio anche al comprensorio, usufruendo anche di maggiori contributi regionali in base al chilometraggio.
«Il CTGS», sostiene Peretti, «è una situazione a parte: non è ancora avviata la privatizzazione e permangono forti perplessità sul futuro occupazionale dei lavoratori.
L'ASI invece va sciolta: non si capisce come sia possibile che si continui a pagare tutt'oggi un presidente ed un cda senza operare; un vero sperpero di risorse pubbliche».
L'Ugl denuncia infine come in tutte le aziende, a fronte di continue minacce di tagli occupazionali sbandierati dall'amministrazione comunale, «si continui ad elargire incarichi e consulenze». «Chiederemo all'amministrazione di rendere noti tali incarichi, spesso affidati dai cda delle aziende senza che il comune stesso ne sappia nulla».

13/09/2008 12.24