Emergenza idrica nel vastese, forse una tregua

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp PdN 328 3290550

Letture:

1087

VASTO. L'emergenza idrica avrà una tregua a partire da oggi: è quanto emerso ieri mattina, al termine del vertice tenutosi a Chieti e convocato dalla Regione Abruzzo, presso la sede del genio Civile. RUBINETTI A SECCO ANCHE AD ORSOGNA. IL SINDACO CONTRO LA SASI
Il Consorzio di Bonifica Sud, a partire da oggi, sabato 13 settembre, e fino al prossimo 30 ottobre, si è impegnato a mantenere aperto, per i tre giorni consecutivi di propria competenza, l'impianto di Lentella. Di conseguenza il Coniv potrà riprendere da subito l'erogazione dell'acqua ai comuni di Vasto e San Salvo e Montenero di Bisaccia.
Inoltre, in attesa di convocare anche i rappresentanti della Regione Molise, che preleva il 50 per cento delle risorse idriche del fiume Trigno, il vertice di questa mattina ha deciso di chiedere all'Assessore Regionale all'Agricoltura lo stato di calamità per le aziende agricole del territorio. Stato di calamità che, se accolto, si tradurrà, per l'immediato, nell'abbattimento dei costi dei canoni per il mancato utilizzo delle acque irrigue. Da subito partiranno anche delle verifiche, eseguite dal Corpo Forestale dello Stato, su tutti gli impianti di lavaggio di inerti autorizzati a prelevare acqua sul fiume Trigno.
Soddisfazione è stata espressa dal vice sindaco di Vasto «anche se – ha dichiarato Nicola Del Prete – per dare una soluzione definitiva al problema è evidente che dovrà essere attivata in tempi ragionevolmente brevi la diga di Chiauci. Anche perché l'iter amministrativo per il riempimento parziale sembra a buon punto».
Nell'ambito dell'attività programmatica lo stesso tavolo tecnico ha preso conto dei progetti già presentati da parte del Consorzio di Bonifica, tesi al riutilizzo delle acque reflue provenienti dagli impianti di depurazione di Lebba e San Salvo, che consentiranno sia all'agricoltura del nostro territorio che alle industrie di utilizzare acqua riciclata.


13/09/2008 11.17

[pagebreak]

RUBINETTI A SECCO ANCHE AD ORSOGNA. IL SINDACO CONTRO LA SASI

ORSOGNA. Dal mese di giugno i cittadini di Orsogna hanno dovuto fronteggiare gravi problemi legati alla mancata erogazione idrica, con la insufficiente assegnazione di due sole ore al giorno nei diversi quartieri. Per questo motivo, il consigliere Gianfranco Angelini ha presentato al Consiglio una mozione con la finalità di indurre la Giunta ad agire per vie legali nei confronti del gestore idrico, la Sasi.
«La mia considerazione», ha detto Angelini, «è stata accolta unanimemente dai membri del Consiglio: non è possibile approvare un regolamento senza la possibilità di discuterlo, emendarlo o modificarlo. Molto più praticabile è la soluzione di una rassegnazione al Comune della gestione del servizio idrico. Nonostante la ragionevolezza e la ponderatezza della mia proposta, ho dovuto, tuttavia, assistere ad un atteggiamento incomprensibile da parte del segretario del PD, il quale, senza addurre spiegazioni plausibili, ha chiesto insistentemente che la mozione venisse ritirata. In questo modo è stato messo in grave imbarazzo il Consiglio sull'accordo precedentemente raggiunto all'unanimità, e sono emersi tutti i limiti politici del capogruppo PD, che applica ancora la regola, politicamente parlando, delle “tre effe”: “non so fare, non fare, non far fare”, come già accaduto per l'incontro con l'Ass. Verticelli o per le antenne».
Ma i disservizi idrici non riguardano esclusivamente il nostro comune, bensì tanti altri paesi legati all'Acquedotto Avello.
Anche il sindaco di Orsogna, Alessandro D'Alessandro, ha inviato nei giorni scorsi una dura nota alla società Sasi Spa, che gestisce il Servizio idrico integrato, sollecitandola ad attivarsi «con tutti i provvedimenti dovuti e necessari per far fronte all'insostenibile situazione della distribuzione idrica sull'intero territorio comunale, che arreca notevoli disagi alla popolazione e ingenti danni alle attività produttive e commerciali».
Il sindaco si è riservato di «attivare ogni azione di tutela e risarcimento danni, a causa della deplorevole situazione sopra rappresentata, che è conseguenza di una cattiva gestione di un pubblico servizio».
D'Alessandro ha sottolineato che negli ultimi anni, da quando nel 2004 i Comuni hanno affidato la gestione della rete idrica e fognaria alla Sasi, il servizio di gestione dell'erogazione idrica «è andato incontro a un progressivo decadimento, a discapito degli oltre 4.000 cittadini di Orsogna, che di contro hanno subito un progressivo e ingiustificato aumento delle tariffe».
Il sindaco ha poi ricordato le continue sollecitazioni inviate quest'estate dal Comune all'ente gestore - per evidenziare la drammatica emergenza idrica e individuare di comune accordo modalità di erogazione che perlomeno alleviassero il problema nelle zone più colpite -, cui la società «non ha fornito alcun riscontro, mostrando incuria e completa indifferenza alla situazione di profondo disagio che attanaglia i cittadini di Orsogna».

13/09/2008 13.02