San Benedetto dei Marsi, «il Tar arbitro della partita elettorale»

Alessandro Biancardi

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SAN BENEDETTO DEI MARSI. Sarà il Tar, il prossimo 15 ottobre a fare chiarezza su chi debba essere il sindaco di San Benedetto dei Marsi. La spunterà il primo cittadino in carica Paolo Di Cesare? Lascerà il passo all'avversario? E' ancora una battaglia tutta aperta.

Il giorno dopo la bagarre in prefettura, il sindaco è amareggiato
.
Già convinto che il riconteggio sia partito da un ricorso «irricevibile» e «molto generico» non può che aspettare il verdetto del Tribunale.
E già questo non gli piace: «finirà che sarà un giudice a decidere e non la volontà dell'elettorato. Adesso il Tar è arbitro e padrone di tutto».
Ieri è stata una giornata complicata che il primo cittadino ha seguito stando al telefono con i legali del Comune.
Lui è arrivato solo in un secondo momento, verso le 17, a rissa sedata, quando è stato il momento di incontrare il vice prefetto.
Oggi è decisamente agitato per quello che accadrà in futuro: «non sono affatto tranquillo», ci ha detto stamattina, «l'ordinanza del Tar sul riconteggio era generica e ha messo in crisi anche chi si è trovato nella difficile impresa di dover ricontrollare. Un ricorso giurisdizionale elettorale non può avere scopi esplorativi», ha spiegato ancora il sindaco- avvocato. Passionario nel suo racconto, è un fiume in piena quando cerca di ricostruire come sono andate le cose.
«Quando uno lamenta un vizio, il vizio deve essere preciso e puntuale.
Per esempio dobbiamo dire: "alla sezione 1 mi è stata annullata una scheda che aveva queste caratteristiche e devo indicare esattamente quali sono le caratteristiche. Voto dato a x, preferenza a y, preferenza stava in quella posizione"…non si può andare lì, come hanno fatto i nostri avversari, e dire "presumibilmente alla sezione 1 sono stati annullate delle schede che davano voto a noi e preferenza ad un altro" …senza indicare chi è l'altro candidato e di quale lista faccia parte. Dai la possibilità in questo modo al Tar di andare a cercare, esplorare, e dire "può essere questa? o quest'altra?" come è accaduto ieri in prefettura».
Un lavoro infinito che ha creato martedì e mercoledì discussioni continue.
«Alla fine la prefettura», ha detto ancora il sindaco, «per fare quello che ha richiesto il Tar ha preso le schede che forse dovevano essere esaminate e le ha rimesse nel mucchio per cui adesso abbiamo trovato schede che mai nessuno ha contestato, buone o annullate…».

«Il Tar», ripete ancora il primo cittadino in bilico, «sarà arbitro ma questo ruolo spettava all'elettorato».
Il 15 ottobre il tribunale amministrativo esaminerà nuovamente tutte le schede dubbie scelte dalla prefettura «non so con quale principio e da lì si tireranno le somme».
E tra tutte quelle, infatti, ci saranno quelle dubbie e contestate dalla lista del sindaco, quelle dubbie contestate dagli avversari e anche quelle dubbie trovate dalla prefettura.
«Insomma», continua De Felice, «abbiamo fatto proprio quello che la legge vietava, una operazione veramente esplorativa».
Cosa si aspetta dal risultato? Pronostici non ne fa ed è certo che comunque vadano le cose lo scarto sarà minimo, due, tre voti appena.
«Adesso può succedere di tutto…»
E' amareggiato?
«Sono amareggiato mannaggia la miseria…», ha continuato il sindaco, «io pensavo che a certi livelli ci si comportasse in modo diverso. Da quando faccio il sindaco mi sono accorto che andiamo sempre peggio…. Non c'è il senso dello Stato, forse sono un romantico, le istituzioni sono composte da uomini e gli uomini hanno le loro passioni. …Gli avvocati mi hanno raccontato di gente che negava l'evidenza … Un funzionario si è accorto di conti che non tornavano e ha suggerito di dire che il conto era stato fatto dagli avvocati. Ma se i legali manco le possono toccare le schede…..Puoi essere di destra o sinistra ma quando sei una istituzione devi spogliarti delle idee politiche e far rispettare le regole».
Paura di perdere non ne ha, resterebbe la rabbia di arrivare ad un risultato diverso da quello che volevano i cittadini: «è la terza volta che faccio il sindaco….non voglio fare il sindaco per fare una esperienza nuova o chissà per quale motivo….Mi restano tanti dubbi nella testa…..per esempio, prima di ricominciare la verifica dei voti abbiamo trovato una busta aperta. Mi hanno spiegato che probabilmente era stata usata della colla vecchia…. Ma se per le altre 3 buste, chiuse probabilmente con la stessa colla, c'è voluta la forbice…»

Alessandra Lotti 04/09/2008 11.14