Bagarre in prefettura per riconteggio schede di San Benedetto dei Marsi

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Giornata movimentata in Prefettura all’Aquila dove stamattina si è proceduto alla riconta delle schede nulle per verificare l’esattezza dell’esito delle elezioni di San Benedetto dei Marsi. Bagarre negli uffici e contestazioni da parte dei legali che difendono il Comune.
Alle 17 previsto un incontro con il vice prefetto. Sul posto sta arrivando anche il sindaco che ad aprile aveva vinto con 3 voti di scarto.
Ma adesso la situazione potrebbe rovesciarsi.

14 aprile 2008: 962 voti per la lista "Progredire insieme", 959 per "Progetto San Benedetto".
Paolo Di Cesare è stato incoronato primo cittadino con appena tre voti di scarto. Nelle scorse settimane il Tar ha delegato la prefettura dell'Aquila al riconteggio delle schede. E così da ieri si è tentato di ripristinare la "verità".
Peccato che la conta sia finita in bagarre con tanto di Carabinieri arrivati per allontanare i contestatori.
E i contestatori in questioni sono i due avvocati del Comune, Mario Petrella e Angelo Romiti, insieme al vice sindaco Americo Santilli.
Quale il motivo della rissa?
Ce l'ha spiegata Petrella, raggiunto telefonicamente: «è stato attribuito un voto che in realtà e da considerarsi nullo. Noi vogliamo la verità e vogliamo che sia messo a verbale…»
Ma come va il testa a testa tra i due contendenti?
E' ancora poco chiaro.
«C'è uno scarto di un punto tra i due». Ieri le operazioni di riconteggio non erano andate meglio: «la busta della prima sezione è stata trovata aperta prima dell'inizio della verifica…».
E proprio per capire meglio la situazione i legali rappresentanti del Comune hanno chiesto un incontro con il prefetto minacciando di non lasciare le stanze della Prefettura. Hanno resistito per un po', poi sono arrivati anche i carabinieri e con le buone gli avvocati sono usciti dall'edificio.
«Adesso siamo in attesa di un incontro con il vice prefetto che dovrebbe incontrarci alle 17. Ha detto che deve parlarci…», ha aggiunto Petrella.
Vi dirà di accettare il risultato? «Non lo so cosa vorrà dirci», ha continuato l'avvocato. «Noi vogliamo solo che venga ripristinata la verità, qualunque essa sia».
E sul luogo "del delitto" è in arrivo anche il sindaco Di Cesare.
Il suo scettro è in pericolo? Marco Passante, il rivale, è già ai blocchi di partenza?


03/09/2008 16.37