Licenze noleggio. A Francavilla è già scoppiata la bufera in giunta

Alessandro Biancardi

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FRANCAVILLA. Prima vittima a Francavilla per la vicenda delle licenze di noleggio per le auto, rilasciate dalla Giunta Angelucci e da annullare nel Consiglio comunale di domani, giovedì 4 settembre, secondo il nuovo sindaco: è l'assessore Stefano Di Renzo al quale è stata ritirata la delega al Commercio. SINDACO DI QUINZIO:«CON DI RENZO INCRINATO IL RAPPORTO DI FIDUCIA» … L’UDC PERO’ PROTESTA
Era stato proprio Di Renzo a sollevare il caso e quindi il ritiro della delega sa di bocciatura dell'assessore, soprattutto alla vigilia del Consiglio comunale che dovrà mettere la parola fine a questa storia.
«E' il solito modo di procedere di Nicolino Di Quinzio – spiega un consigliere comunale – quando le cose vanno bene, ci si infila. Quando sente odore di bruciato, cerca un capro espiatorio».
In pratica la nuova maggioranza di Centrosinistra si trova oggi a gestire una decisione della Giunta Angelucci che, all'epoca del trasferimento ai Comuni delle competenze regionali sui trasporti, aveva deciso di rilasciare la licenza per il noleggio a tutti quelli che ne facevano richiesta.
Altro che le liberalizzazioni di Bersani e la guerra dei Taxi a Roma: bastava una semplice domanda, 200 euro per le spese di istruttoria e 400 al ritiro, l'affitto di un posto macchina del Comune a 50 euro al mese, ed il gioco era fatto.
Cioè la licenza era sicura.
La notizia, con il passa parola, fece il giro d'Italia, a Francavilla arrivarono in breve 500 domande e per 70 aspiranti tassisti si materializzò il sospirato permesso.
Per altri, invece, la vicenda si interruppe o al momento dell'istruttoria o alla Motorizzazione o all'acquisto dell'automobile, il cui libretto serviva per la licenza. Era infatti cambiata la Giunta e i nuovi orientamenti amministrativi erano contrari a questa “liberalizzazione”.
Di qui la decisione di annullare le licenze e tutte le domande, una scelta che è già arrivata alle orecchie degli interessati ancor prima che il Consiglio decida sul da farsi, tanto è vero che si parla di diffide legali per i danni subìti da chi aveva creduto ed investito sul noleggio.
«Il pericolo – continua il consigliere che sarà chiamato a votare – è che Francavilla perda la faccia e 342 mila euro: 300 mila di introito delle 500 pratiche e 42 mila di affitto per il parcheggio comunale (600 euro l'anno per le 70 licenze rilasciate). Ci dicono di stare tranquilli, perché è stato scovato un cavillo, cioè la mancata residenza dei tassisti a Francavilla che renderebbe nulli tutti gli atti. Ma il rischio è che si possano instaurare contenziosi infiniti e pericolosi per le casse comunali. Senza dire che chi vota contro le licenze rilasciate potrebbe subìre conseguenze patrimoniali personali. Noi soldatini avremmo preferito una gestione più morbida, magari revocare la delibera di Angelucci, attivare i controlli sul rispetto della licenza rilasciata e poi eventualmente ritirarla. Adesso si vuole revocare tutto e subito. L'ossessione del sindaco è il fantasma di Angelucci: l'ha fatto Roberto? C'è il trucco. Ma non è così. Avrà fatto degli errori, ma anche qualche cosa buona».
Abbiamo provato a chiedere conferme all'assessore Di Renzo e al sindaco Di Quinzio. Il primo ha fissato un incontro, disdetto via sms all'ultimo minuto per ambigue «ragioni di opportunità». Con il secondo non è stato possibile parlare né telefonicamente né dopo una lunga attesa in sala d'aspetto.
Clima pesante nella Giunta in carica?

Sebastiano Calella 03/09/2008 8.39


SINDACO DI QUINZIO:«CON DI RENZO INCRINATO IL RAPPORTO DI FIDUCIA»

«Sulla vicenda delle licenze per il noleggio l'assessore Di Renzo non ha alcun merito di primogenitura, perché è stata la Regione – a fine aprile – a sollevare il caso dell'irregolarità della procedura adottata dal mio predecessore Angelucci».
Nicolino Di Quinzio, sindaco di Francavilla, chiamato in causa alla vigilia del Consiglio comunale per un certo “nervosismo” nella sua Giunta, decide di replicare alle critiche dopo la pubblicazione del nostro articolo.
«Quanto al ritiro della sua delega – continua - dipende esclusivamente dal fatto che si è incrinato il rapporto fiduciario che ci deve essere tra lui e me. E' giovane, avrà tempo di crescere e di imparare che le delibere si discutono prima con il sindaco, così come le lettere ufficiali e che non vanno lasciate già pronte in segreteria per la mia firma. Senza dire che il suo operato sulle licenze è stato criticato anche in Commissione perché avrebbe provocato direttamente e immediatamente 500 contenziosi contro il Comune».
Ma il neo primo cittadino di Francavilla lancia messaggi anche ai suoi detrattori.
«A chi mi critica sui giornali o chiede una verifica politica», dice a PrimaDaNoi.it Di Quinzio,«rispondo che il luogo del dibattito è il Consiglio comunale: chi vuole è libero di parlare e di venire allo scoperto, perché sono io a chiedere una verifica politica su come si muovono assessori e consiglieri, presidente del consiglio compreso. E' normale che chi amministra Francavilla vada in ferie ad Agosto? Io sono rimasto qui, al chiodo e mi confronto tutti i giorni con i problemi e con i cittadini. Altri passano il tempo a chiedere favori personali e/o assunzioni di parenti, oppure si rivolgono ai loro padrini politici. Non hanno capito che oggi c'è un sindaco diverso, anche un pò sanguigno nelle sue reazioni, ma che non si lascia strumentalizzare. Apprezzo molto, invece, tutti quei consiglieri e quegli assessori che si consultano con me, che presidiano il territorio, che sono propositivi e che sono mossi solo dall'interesse della collettività».
E per le licenze del noleggio che la Giunta Angelucci aveva concesso a decine, cosa avete deciso?
«Io non ho chiesto un parere legale ad un amico, come ha fatto qualcuno che adesso fa il dispiaciuto, ma mi sono attenuto alla lettera delle Regione, datata 24 aprile scorso, che lamenta anche come il Regolamento dell'intera questione sia stato spedito dal Comune dopo 4 mesi dalla sua approvazione. Tra l'altro si fa riferimento anche ad una circolare del novembre 2006 che indicava i criteri a cui dovevano attenersi i Comuni e che Angelucci ha bypassato. In pratica modificheremo la delibera della precedente amministrazione, accogliendo le indicazioni regionali: per esempio dove si contesta al sindaco dell'epoca di aver superato il limite imposto e di non aver fatto un bando di gara».
Ma è vero che ha paura del fantasma di Angelucci?
«Ma quale fantasma...Roberto è riccioluto e simpatico. Io lo apprezzo molto per essere riuscito a mettere in piedi una Giunta composta esclusivamente di uomini di sua fiducia. Oddio, anche lui ne ha cacciati due o tre di assessori, ma la sua squadra era senza solisti. Come vorrei fare anch'io».

… L'UDC PERO' PROTESTA

Critica le modalità invece l'Udc del presidente del consiglio, Carlo De Felice, «Non può corrispondente ad un normale dialogo politico di una maggioranza, l'atto posto in essere dal Sindaco Di Quinzio nei confronti dell' assessore Di Renzo.
Infatti», dice De Felice, «né il sottoscritto né altri componenti la maggioranza, almeno quelli di riferimento Udc, hanno ricevuto notizia della revoca delle deleghe a Di Renzo se non attraverso la stampa. In un sano contesto politico il Sindaco si dovrebbe rapportare con la maggioranza che lo sostiene e che gli ha consentito di vincere le elezioni; le decisioni importanti e delicate vanno discusse insieme, soprattutto quelle che coinvolgono un esponente della Giunta che ad oggi, a detta di tutti, ha ben operato e che ha dimostrato le capacità e la forza di voler applicare il programma politico sottoscritto con gli elettori attraverso iniziative lodevoli e concrete».
Il partito di Casini dunque punta i piedi e non ci sta all'avvicendamento e chiede un chiarimento politico ufficiale.

s.b. 03/09/2008 14.40