Paul "occhi blu" Newman: il tramonto di un mito

Alessandro Biancardi

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Paul "occhi blu" Newman: il tramonto di un mito
  NEW YORK. L'attore, 83 anni e 73 film alle spalle, oggi riposa nel letto della sua villa a Westport, nel Connecticut circondato dai suoi cari.
«Quando giungerà il 'momento' salirò sulla mia fiammante Ferrari numero 82 che mi portò tante volte sul podio, che donerò ad un amico, filerò dritto alla volta celeste dove troverò i colleghi del mondo della celluloide e dozzine di compagni di ventura del pianeta dei motori, la mia più grande passione».
«E ci sarà anche il grande "Rocky" Graziano, ex campione del palco cordato, che personificai nel film "Qualcuno lassu' mi ama", con l'italiana Anna Maria Pierangeli, la piu' bella attrice italiani del secolo, ed altri divi del film italiano». Così disse al cronista a Long Beach per il G.P. della Champ car poco tempo fa.
Paul Leonard Newman, dominatore in un mondo ricco di belletti, profumi, ceroni, parrucche e proiettori, raggiunta l'apoteosi, ci lascia il retaggio di 101 vittorie ottenute con i suoi team ed il compagno Carl Haas, una cornucopia ricca di oltre 73 film, la "Hole in The Wall", l'istituzione benefica per i bambini afflitti da mali inguaribili, e drogati ed una industria di prodotti alimentari, che annoverano anche una salsa italiana di pomodori, capaci di produrre centinaia di milioni, duecento dei quali devoluti alla sua istituzione.
Paul Newman è stato oltre che pilota, anche patron di tems guidati da grandi piloti, come Mario Andretti, il milanese Teo Fabi che correva nella Can Am con un bolide preparato da Newman. Nel suo palmares affiorano tappe a lunga gittata quale la Mexicana di Mille miglia, dove recentemente si piazzò quarto in coppia col suo poulain Sebastian Bourdais 4 volte campione della Champ car.
Paul è nato a Cleveland nello stato dell'Ohio, sposato con la meravigliosa Joanne Woodward, con la quale ha girato diversi film, padre di due figlie e del defunto Scott che lo lasciò all'età di 28 anni a causa di una dose eccessiva di anfetamine.
Paul Newman è e sarà il "vecchio", cordiale amico col quale, tra una corsa e l'altra, abbiamo scambiato spesso impressioni e ricordi del passato.
L'artista-pilota amava l'Italia, vi aveva anche istituito uno delle sedi della sua associazione benefica "Hole in the Wall".
Paul preferiva discutere di motori anziché di film e copioni.
«Provo grande imbarazzo - diceva - per il fatto che la salsa per la pasta e gli altri prodotti, superano, per successo i miei film. Io sono un essere competitivo ed è difficile essere competitivi, in qualcosa amorfa come la recitazione».
Attore, pilota, decano delle "star" è stato più schivo di uno stilista, più elusivo di una prima donna. Le interviste gli toglievano il buonumore. Avvicinarlo non era facile, intervistarlo difficile, avere un autografo impossibile. Il cronista si considera fortunato e onorato di possederne alcune, ottenute durante gli "scambi" corsaioli.

NEWMAN E LA MALATTIA

Allergico alle pose, all'enfasi, alla pubblicità, Paul "occhi blu" ha carisma e talento, si arrabbia spesso con se stesso, non ama parlare della sua vita privata.
Nel 1958 sposa Johanna Woodward con la quale girò il film in "The long hot summer", una donna squisita, intelligente che lo ha seguito con rassegnazione certosina, senza mai reagire negativamente alla sorte. La compagna di un uomo che amava l'azzardo e quando perdeva non se la prendeva.
A 83 anni Paul non accennava a rallentare.
«Non mi fermo mai, né quando mi siedo al volante di una macchina da corsa ne' quando mi trovo di fronte alla cinepresa».
«Forse - ebbe a dirmi un giorno - nel mio intimo è rimasta la speranza di girare l'ultimo film, ma tutto dipende da questo fisico che ha subito più asprezze che dolcezze».
Forse Newman sapeva di essere affetto da un nemico crudele e cercava di non pensarci. Infatti aveva progettato alcuni interessanti "propositi" che «potranno andare avanti soltanto se Joanne mi darà la spinta iniziale».
Il morbo malvagio sta troncando una carriera ed un futuro che un personaggio simile era in grado di condurre avanti con piglio.
E coraggiosamente Paul Newman vuol trascorrere il tempo che gli resta della sua illustre vita, nel letto della sua villa, a Westport (Connecticut), «che non ha l'odore delle corsie dell'ospedale», circondato dai suoi cari che non lo abbandonano un attimo.
Paul è sempre stato considerato un "freddo".
Un giorno gli chiesi:«Ma che ruolo ha l'istinto nella vita?».
«Tutto nella vita è istinto. Sono sempre stato considerato un freddo dagli occhi blu. Ma cosa avrei fatto nella vita se avessi avuto gli occhi castani?», rispondeva con un sorriso, colui che sarà ricordato e considerato uno degli uomini più fascinosi del mondo.
«Le donne non mi avrebbero ammirato?» .
«La mia vita - amava ripetere - è stata un libro che ancora si legge. Da giovane vendevo la Bibbia e lavoravo accumulando i soldi per andare ad Hollywood», che gli ha offerto a piene mani successi e fama, «ma ora sono vecchio e non ho più la dote di poter dare il meglio sullo schermo. Insomma debbo convincermi che non sono più in grado di lavorare come attore al livello che vorrei».
Lo ricorderemo sfrecciare con il suo "scooter" da un pit all'altro, sorridendo di soddisfazione al pensiero che un ottantenne "valeva" quanto un ventenne .
Ora Paul riposa nel suo letto. Dalla finestra un raggio di sole fa capolino quasi a voler salutare un uomo dal cuore generoso, coraggioso, pronto a difendere i diritti e la giustizia del mondo automobilistico.
Forza Paul!
Lino Manocchia 02/09/2008 19.12