Centro Oli: ora c’è il «no istituzionale» dei sindaci

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp PdN 328 3290550

Letture:

3595

Centro Oli: ora c’è il «no istituzionale» dei sindaci
FOSSACESIA. Parte da Fossacesia il «no istituzionale» dei sindaci dei comuni costieri da Pescara a San Salvo alla realizzazione del Centro Oli dell’Eni e alle piattaforme petrolifere.
Questa mattina, 1 settembre, su iniziativa dell'Anci Abruzzo si è tenuta una riunione sul trabocco Pesce Palombo di Fossacesia, per rilanciare una strategia di sviluppo che si fondi sulla difesa dell'identità e dell'integrità del territorio, vera ricchezza dell'Abruzzo.
Presenti il responsabile Turismo dell'Associazione Nazionale Comuni Italiani, Antonio Centi, i sindaci di Pescara, Luciano D'Alfonso, di Francavilla, Nicolino Di Quinzio, di Rocca San Giovanni, Giovanni Di Rito, di Casalbordino, Remo Bello, di San Salvo, Gabriele Marchese. Hanno partecipato alla riunione inoltre il Presidente del Consiglio comunale di Ortona, Remo Di Martino, il Presidente del Consiglio comunale di Vasto, Giuseppe Forte, il Presidente dell'Unione dei Comuni Città della Frentania e Costa dei Trabocchi, Emilio Nasuti e l'Assessore di San Vito Chetino, Luigi Comini, Assessore di Torino di Sangro, Silvana Priori.
La riunione si è aperta con l'ampia relazione del Presidente del Consiglio comunale di Ortona, Remo Di Martino, sull'iter burocratico per la realizzazione del Centro Oli, iniziato nel 2001 con il parere favorevole di tutte le istituzioni.
I sindaci hanno ribadito la propria posizione unitaria contro la realizzazione del Centro Oli ad Ortona ed hanno riconosciuto «la necessità di riconvertire le scelte strategiche a favore di uno sviluppo diverso per quella città».
Rappresentando la volontà delle proprie comunità locali, i Sindaci e gli amministratori hanno proposto un modello di sviluppo economico della Regione Abruzzo che si basi sulla «valorizzazione delle risorsa mare in quanto elemento strategico e sul rilancio delle programmazione territoriale unitaria e condivisa».
In particolare, per quanto riguarda la costa da Pescara a San Salvo, l'occasione fornita dal riuso delle aree di risulta del tracciato ferroviario potrebbe essere sfruttata a favore di un diverso sviluppo economico, mediante la promozione del turismo sostenibile e comunque competitivo sul mercato internazionale.
«Per la prima volta», è stato fatto notare, «la costa chietina apre alla programmazione condivisa con la città di Pescara, centro vitale dell'economia e dei servizi per la regione, nella consapevolezza dell'unitarietà del prodotto mare dell'Abruzzo meridionale».
Riconoscendo il limite della attuale parcellizzazione della programmazione e della promozione turistica, gli amministratori locali hanno poi auspicato «il potenziamento di una strategia dello sviluppo territoriale che individui opportunità amministrative concrete, considerando come punto di forza noti giacimenti culturali identitari, come i trabocchi, e il patrimonio paesaggistico, ambientale ed enogastronomico locale».
«Nel processo di riorganizzazione istituzionale che nei prossimi mesi riguarderà la Regione Abruzzo, - ha dichiarato il responsabile Turismo dell'Associazione Nazionale Comuni Italiani, Antonio Centi -i Sindaci chiedono di ripartire dalle identità del territorio per salvaguardare le unicità irriproducibili che sostanziano la “immaginabilità” auspicabile della nostra Regione da opporre alla paventata immagine della futura costa puntellata di piattaforme petrolifere».
«Questo appuntamento di oggi a Fossacesia segna una svolta, con un progetto strategico per il futuro della nostra Regione – ha detto Enrico Di Giuseppantonio, sindaco di Fossacesia – Vince la bella politica che sa dire no al Centro Oli e alle piattaforme, ma sa anche proporre un modello di sviluppo che supera i confini della nostra provincia comprendendo Pescara in vista di una programmazione sinergica».

COMITATO NATURA VERDE:«IMMONDA SPECULAZIONE»

Il centro Oli? «Una immonda speculazione camuffata da supposti motivi “ di interesse nazionale “ all'insaputa e alle spalle e sulla pelle della gente d'Abruzzo. Un disastro per la vita delle popolazioni e per l'economia abruzzese, da sempre vocata ad una economia legata al turismo balneare e alla agricoltura di qualità».
Così il Comitato Natura verde che da oltre un anno si batte contro la costruzione della miniraffineria ampiamente sposata dall'ex giunta Del Turco e che ha al suo attivo decine di manifestazioni di protesta anche eclatanti e massicce.
«I vescovi d'Abruzzo», spiega Giusto Di Fabio del comitato, «intervenuti pubblicamente con il peso di tutta la loro altissima autorità morale, hanno dato voce alle sacrosante ragioni di vita che si oppongono ad una calamità devastante, contro natura, voluta da sconsiderati interessi di bottega. A tal proposito è giusto chiedere a coloro che si candideranno a governare questa Regione ,di tutti gli schieramenti contrapposti, che sottoscrivino impegni ben precisi, come per esempio “ di revocare tutti gli atti della conferenza dei servizi“ stilata ad Ortona il 20 Aprile 2007, e che siano, questi impegni mirati alla netta contrarietà di sviluppi che leghino il nostro territorio ad attività petrolchimiche, in mare e in terra, affinchè si capisca una volta pern tutte che la nostra vera ricchezza è la “centralità del nostro territorio e la deifesa del nostro mare“».

01/09/2008 16.09