Test universitari, un arresto a Bari per prove 2007

Alessandro Biancardi

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BARI. E’ stato arrestato questa mattina dai militari della Guardia di finanza un uomo considerato dagli investigatori la 'mente' della truffa scoperta lo scorso anno per le prove d'accesso a facoltà universitarie di Bari, Foggia, Chieti e Ancona.
L'arresto rientra - a quanto si è saputo - nelle indagini avviate lo scorso anno dopo lo svolgimento dei test per le facoltà di medicina e odontoiatria.

A finire in manette è stato Marcantonio Pollice, biologo ed ex docente di liceo in pensione. E' accusato di essere a capo dell'associazione per delinquere che avrebbe compiuto illeciti il 4 e 5 settembre 2007, prima e durante le preselezioni per accedere alle facoltà a numero chiuso di
medicina e odontoiatria nelle università di Bari, Foggia, Chieti e Ancona.
Pollice è stato posto agli arresti domiciliari con le accuse di associazione per delinquere e truffa pluriaggravata. Il provvedimento restrittivo è stato firmato dal gip del tribunale di Bari Giulia Romanazzi, su richiesta del pm inquirente Francesca Romana Pirrelli.
Nonostante sapesse di esser indagato da circa un anno - si dice nel provvedimento restrittivo - Pollice aveva continuato quest'estate, come già era accaduto lo scorso anno, a tenere
lezioni di preparazione ai candidati ai test di ammissione alle facoltà di medicina e di odontoiatria.
In tutto sono 136 gli indagati dalla procura di Bari per presunti illeciti compiuti il 4 e 5 settembre 2007 durante le preselezioni nelle università pugliesi, marchigiana e abruzzese.
Gli studenti indagati per truffa ai danni dello Stato sono poco più di 50, poi ci sono numerosi genitori degli studenti, Pollice e due docenti universitari di Bari e Ancona. Nei confronti degli indagati vengono ipotizzati, a vario titolo, i reati di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione e alla truffa.
I genitori degli studenti sarebbero direttamente coinvolti nella truffa in qualità di intermediari con il 'gruppo di ascolto', una specie di centrale operativa, che dall'esterno e per telefono (anche con sms) trasmetteva ai candidati le risposte ai test. Tra gli indagati vi sarebbe anche qualche finto studente che si era iscritto alla prova solo per aiutare dall'interno i candidati.


IL RUOLO DI POLLICE

Le indagini della Gdf sono state avviate nel 2007, al termine della prova di ammissione del 5 settembre. Emerse che nell'anno accademico 2001/2002 Marcantonio Pollice, e il figlio gia' laureato in odontoiatria, avevano partecipato ai test di ammissione al corso di laurea in Odontoiatria e Protesi Dentaria, collocandosi in graduatoria finale, rispettivamente, al 48^ e 76^ posto. L'anno accademico successivo (2002/2003) aveva partecipato ai test di ammissione alla medesima facolta' solo l'ex docente, collocandosi in graduatoria finale al 1091 posto, con punteggio zero.
Contemporaneamente i finanzieri hanno acquisito i tabulati telefonici relativi alle utenze mobili e fisse dell'ex professore e dei suoi familiari.
Le indagini avevano fatto sorgere il sospetto che la partecipazione del professore e di suo figlio ai test di ammissione universitaria fosse esclusivamente finalizzata a favorire alcuni candidati e gli accertamenti delle "fiamme gialle" confermarono l'ipotesi.
Nel corso dell'inchiesta sono stati sequestrati alcuni computer utilizzati durante lo svolgimento delle prove di esame ministeriali per la ricerca nella rete informatica delle risposte ai test di ammissione. Le risposte venivano poi inoltrate agli aspiranti universitari impegnati in aula sotto
forma di "sms".


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