Teramo, impresa edile attende da due anni l’allaccio del telefono

Alessandro Biancardi

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TERAMO. La vicenda che riguarda la ditta di Costruzioni C di Teramo ha inizio nel settembre del 2006; la ditta realizza un capannone per trasferire la propria attività. Con sorpresa ha scoperto che il tempo tecnico della realizzazione dell’opificio è un niente rispetto all’attesa per la realizzazione della linea telefonica.


La storia la racconta Pasquale Di Ferdinando dell'associazione Robin Hood che ha preso a cuore le sorti dei diretti interessati.
«Il mese successivo la richiesta è arrivata alla ditta una lettera del 191 che ha fatto presente che a causa di problemi legati al rilascio delle autorizzazioni sarebbe stato possibile attivare la linea entro il marzo successivo. Nel frattempo è arrivata una lettera che ha annullato la richiesta per una presunta rinuncia. A gennaio è arrivata un'altra lettera che ha spostato la scadenza a maggio».
Ma ci sono ancora intoppi.
«A maggio la domanda viene annullata perché la Telecom non ha ottenuto i permessi pubblici per la realizzazione dell'impianto (16 maggio 2007). Dopo neanche 14 giorni il 1 giugno la Telecom ha scritto tre lettere per comunicare che nell'attesa dei permessi pubblici si prevedeva l'allacciamento per il 19 ottobre. Il 19 ottobre la Telecom ha scritto che bisognava aspettare. Solo dopo quattro giorni ha scritto ancora per comunicare che l'impianto sarà realizzato per il 13marzo 2008».
L'impresa si informa presso il Comune e si accorge che nel passato non ci sono state richieste e comunque il Comune di Teramo ha dato l'autorizzazione. L'impresa appaltante, che non ha versato la somma a garanzia ovvero non ha presentato la relativa polizza fidejussoria, comunica la circostanza a telecom già l'11 ottobre 2007. Da allora il nulla. L'impresa è costretta ad utilizzare gli onerosi cellulari».
«Queste», contesta Di Ferdinando, «sono le condizioni nelle quali le nostre imprese sono chiamate ad affrontare il mercato. Questo è il risultato delle “privatizzazioni all'italiana”».
Intanto l'associazione Robin Hood ha trasmesso il plico all'Agcom e ha richiesto un intervento.



01/09/2008 11.59