Centro Alta Formazione, Politi lascia il Consiglio d’amministrazione

Alessandro Biancardi

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ENTI CHE NON FUNZIONANO SULMONA. Comincia a perdere pezzi il Centro di Alta Formazione Valle Peligna-Alto Sangro. Dopo sette mesi dalla costituzione del nuovo consiglio di amministrazione, Fabrizio Politi lascia il posto da consigliere, rassegnando le sue dimissioni, arrivate sul tavolo del cda il 7 luglio scorso, quasi un mese fa.
«Una decisione»- ha spiegato telefonicamente Fabrizio Politi, presidente anche del Polo universitario di Sulmona e preside della Facoltà di Economia dell'Aquila - «maturata dopo aver constatato che da gennaio a maggio, da quando ho accettato l'incarico, questo centro non ha prodotto nulla. Non ha una sede, quasi un terzo del suo capitale sociale è andato in fumo, il socio di maggioranza, la Regione, non ha dato né disponibilità né soldi per partire».
Un abbandono annunciato, visto che lo stesso Politi aveva espresso perplessità già da maggio, invitando il presidente De Santis ad un'assemblea societaria che ponesse la questione nell'ordine del giorno.
Da allora ha solo temporeggiato per decidere, alla fine, di dare le sue dimissioni che risalgono quasi ad un mese, prima ancora che la bufera sanità travolgesse i vertici regionali.
«Le mie dimissioni volevano dare un segnale alla Regione per prendere atto che il centro non è riuscito a funzionare e, ora, dopo le note vicende giudiziarie, anche le prospettive- ha aggiunto Politi- sono piuttosto nere».
Il centro resta ora con solo due consiglieri, Marco Recchioni, professore all'università dell'Aquila, e Pasquale De Santis, anche presidente.
Una gestazione infinita per il consorzio nato nel 2005 con l'obiettivo di rispondere alla crisi industriale ed occupazionale dell'area e poi rilanciato con il nuovo cda guidato da Pasquale De Santis, in carica dal 2006, e con il cambio di statuto per garantirne l'operatività. Da allora, solo intenzioni, nessun passo concreto. Di concreto ci sono stati solo i soldi bruciati dall'ente in quattro anni di esistenza fantasma. Solo nel 2007, la perdita di bilancio è stata di ventimila euro, che aggiunta a quelle accumulate in passato, balza a 76.418 euro di buco, un terzo dell'intero capitale sociale, pari a 265 mila euro.

a.d.g 01/08/2008 15.47