La denuncia di Legambiente: «Abruzzo leader nella corsa al petrolio»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp PdN 328 3290550

Letture:

4248

La denuncia di Legambiente: «Abruzzo leader nella corsa al petrolio»
ABRUZZO. E’ questa la regione leader nella corsa all’oro nero: il 35% del territorio interessato dalla filiera degli idrocarburi. Blitz di goletta verde nel porto di Ortona: «adesso basta». RAPPORTO ECOMAFIA 2008, IN ABRUZZO 2,7 REATI CONTRO L'AMBIENTE AL GIORNO
«Uscire dal petrolio». È questo il messaggio che vuole lanciare Goletta Verde in occasione della seconda tappa abruzzese. Gli attivisti di Legambiente al Porto di Ortona hanno voluto manifestare il loro dissenso verso una politica che sta rivalutando una delle fonti fossili più inquinanti per il futuro energetico dei prossimi anni del Paese.
Cresce il prezzo del petrolio e la risposta italiana a questo continuo aumento dei prezzi, legato a dinamiche internazionali, è un rilancio agli investimenti per la ricerca e l'estrazione dell'oro nero nel nostro Paese. Al 31 maggio 2008 infatti le istanze depositate al Ministero erano 343, di cui 291 a terra e 52 in mare, confermando la tendenza al notevole rialzo registrata nell'ultimo biennio rispetto agli anni precedenti. A queste si aggiungono le 293 autorizzazioni concesse: 87 permessi di ricerca, 194 concessioni di coltivazione e 12 concessioni di stoccaggio.
Al primo posto c'è proprio l'Abruzzo con il 35% di superficie interessata da vicende legate agli idrocarburi. La corsa all'oro nero subisce dunque una forte accelerazione in una regione che dopo aver ospitato il primo pozzo di petrolio in Italia, è sempre stata oggetto di esplorazioni e perforazioni tanto che, oggi l'intera fascia litoranea e pedemontana è interessata da concessioni di coltivazione, stoccaggio, permessi e istanze di ricerca.
«Il rischio di un'intensa attività petrolifera estrattiva è divenuto più concreto in seguito all'11 settembre 2001», ricordano gli esponenti di Legambiente, «quando la Regione Abruzzo ha siglato un'intesa con Eni, per evitare lo smantellamento del distretto Agip di Ortona, finalizzata ad un programma di impianti e di trivellazioni petrolifere, compresa la realizzazione del Centro Oli ad Ortona».
Le ultime 9 richieste di esplorazione della Petroceltic nel tratto di mare di appena 60 Km, antistante la costa Teatina, di estrazione della Medoilgas all'interno del territorio vastese e di esplorazione della Medoilgas al confine tra Abruzzo e Molise che coinvolge un territorio di 44 comuni, sono la conferma della escalation in atto.
«E' evidente che siamo di fronte ad una preoccupante strategia petrolifera nella nostra regione – commenta Angelo Di Matteo, presidente di Legambiente Abruzzo -. Ma le richieste delle compagnie petrolifere vengono sempre soddisfatte in maniera unilaterale, senza un tavolo di confronto con le amministrazioni locali e soprattutto con le comunità».
01/08/2008 12.10