Primo intervento in Italia, rene asportato in laparoscopia con singola incisione

Alessandro Biancardi

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VASTO. Ancora un passo avanti nell'introduzione di nuove pratiche chirurgiche all'Urologia di Vasto, diretta da un anno dal professor Luigi Schips, che ha applicato, per la prima volta in Italia, una nuova tecnica frutto dell'evoluzione della chirurgia laparoscopica.


Nei giorni scorsi, infatti, è stato asportato un rene facendo ricorso alla Sils (single incision laparoscopic surgery), che prevede una sola piccola incisione al posto delle quattro previste dalla laparoscopia tradizionale.
L'intervento è stato eseguito su un paziente di 78 anni, residente in un comune del vastese, già stato sottoposto a chirurgia pelvica demolitiva per un tumore alla vescica otto anni fa.
Il paziente aveva sviluppato quella che con un linguaggio tecnico viene definita "uretero-idronefrosi", che ha comportato febbre e perdita della funzione renale, così si è resa necessaria l'asportazione del rene compromesso.
«Non avevamo altra scelta che la nefrectomia – ha spiegato il primario – ma era forte il desiderio di limitare il più possibile la sofferenza a un malato già duramente provato, facendo ricorso a una tecnica che fosse il meno possibile invasiva. La strada, dunque, era quella della chirurgia laparoscopica, ma per rendere il decorso post operatorio più leggero e agevolare ulteriormente la ripresa del malato, insieme ai medici della mia équipe abbiamo deciso di mutuare le iniziali esperienze dai colleghi statunitensi (Prof. Cadeddu e Prof. Deasi).
Abbiamo, attraverso un'unica incisione, certo preferibile alle tre-quattro previste dalla laparoscopia tradizionale, eseguito l'intervento pianificato allo scopo di ridurre il dolore postoperatorio e abbreviare i tempi per il recupero delle normali condizioni di vita. L'incisione, di qualche centimetro, è stata praticata sull'addome, da dove sono stati introdotti i trocars necessari per l'asportazione del rene. L'intervento è durato tre ore, e non ha presentato alcuna complicazione, così come il decorso post operatorio, assolutamente regolare. Dopo una degenza di 5 giorni il paziente, perfettamente ristabilito, è stato dimesso».
Un'innovazione più che riuscita, dunque, che apre una nuova frontiera nel campo della chirurgia urologica, e che pone l'ospedale di Vasto ancora una volta all'avanguardia : «con l'arrivo di Schips l'unità operativa di Urologia è diventata nota in ambito nazionale e internazionale – ha aggiunto il Direttore generale della Asl Michele Caporossi – visto che compare in numerose pubblicazioni sulle più autorevoli riviste scientifiche».
Ma al di là delle attività di studio e ricerca, sono i pazienti stessi ad apprezzare le innovazioni introdotte a livello chirurgico e terapeutico e l'amorevole dedizione per il lavoro del professor Schips e della sua équipe, tanto che il reparto vanta ormai una nutrita lista d'attesa, testimone di un elevato indice di attrattività intra ed extraregionale.
«Oltre le innovazioni già in uso - ha anticipato Schips - da settembre saranno impiegate nuove e sofisticate attrezzature, che consentiranno di diagnosticare e trattare qui a Vasto patologie per le quali finora i malati erano costretti a recarsi fuori regione».

01/08/2008 10.06