Cinesi a Teramo: «regolari e lavoratori ma stentano ad integrarsi»

Alessandro Biancardi

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TERAMO. Ad oggi la comunità cinese che soggiorna regolarmente in provincia di Teramo è una delle comunità più numerose, dopo quella albanese e balcanica. Lavorano presso ditte cinesi ma stentano ad integrarsi con la popolazione teramana.


Ammontano a 1.995 i cinesi avviati al lavoro in provincia alla data del 1° trimestre 2008. La quasi totalità Di questi operano nelle 582 aziende (di cui 521 sono ditte individuali), gestite da imprenditori di nazionalità cinese. Ristoranti, opifici, piccoli negozi che vendono un po' di tutto: un microcosmo simile a quello di origine dove vivono in piena autonomia.
Ieri il fenomeno dell'immigrazione cinese in provincia è stato affrontata dal consiglio territoriale per l'immigrazione.
A presiedere la riunione, convocata dal Prefetto anche i rappresentanti dell'O.I.M., Organizzazione Internazionale per l'Immigrazione.
La provincia di Teramo era stata inserita tra altre 8 in Italia da monitorare per la significativa presenza di cittadini cinesi.
Ne è uscito fuori uno scenario etnico in costante incremento ma che stenta ad integrarsi nel tessuto sociale delle realtà territoriali ove è insediato.
Si può parlare infatti di vere e proprie comunità cinesi che non riescono, e probabilmente non vogliono, far parte del tessuto urbano dove lavorano.
Tra i vari aspetti illustrati e documentati: la mappa dei principali insediamenti in provincia, l'inserimento scolastico e lavorativo, la situazione sanitaria e sociale, le dinamiche di sviluppo economico, nonché elementi afferenti la sicurezza, con particolare riferimento alle irregolarità, spesso rilevate, di sfruttamento lavorativo dei connazionali e di violazioni alle norme sull'immigrazione.

31/07/2008 11.19