Costretto a lavorare fuori orario, impiegato chiede risarcimento danni al Comune

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp PdN 328 3290550

Letture:

2287

MONTESILVANO. Sono le 13.08 del 28 luglio, D.B.A si presenta negli uffici demografici. Trova le porte serrate visto che il normale orario di chiusura è alle 12.30...
Così il baldo giovane che non sopporta questo atroce affronto pensa bene di mandare a quel paese il dipendente comunale che gli ha gentilmente chiesto di tornare il giorno seguente.
Dimostrando la sua eleganza il giovane, adirato, tira in ballo anche la madre del dipendente.
Il paziente impiegato non risponde agli insulti ma si vede arrivare dopo appena 5 minuti la telefonata del segretario comunale dove viene esplicitamente chiesto di aprire le porte degli uffici e chiudere un occhio...
Alle 13.22 D.B.A- bocca di rosa riesce a entrare negli uffici nonostante fossero chiusi da quasi un'ora per i non-amici della Casta.
Ma il giovane è anche sbadato visto che si reca negli uffici in seguito allo smarrimento della sua carta d'identità della quale non si era nemmeno curato di fare denuncia di smarrimento.
Così, con tutta calma si reca alla stazione dei Carabinieri, torna negli Uffici e ottiene il suo documento d'identità, con una dipendente rimasta ad attendere oltre l'orario di lavoro.
Ma non finisce qui.
Il dipendente amareggiato dalle ingiurie, chiede all'amministrazione un risarcimento per danni morali cagionati dall'amico di amici che lo ha offeso e che nonostante la sua educazione si è visto far aprire porte normalmente chiuse ai normali cittadini.
Bocca di rosa chiede scusa ma il problema è un altro e lo spiega Cristian Odoardi, consigliere di Rifondazione Comunista, che sulla storia ha anche formulato una interrogazione: «la questione principale è l'andazzo dell'amministrazione e delle persone che ne fanno parte che nei confronti del personale si comportano più da padroni del vapore che da amministratori. In fondo avallando inopportune esigenze di terzi si fa gratuita violenza nei confronti sia dei dipendenti sia degli altri cittadini che non hanno santi in paradiso e neppure conoscenze in comune evidentemente».
«Questa amministrazione», continua Odoardi «si distingue ancora una volta per i favori concessi agli amici degli amici. Quando la smetterete di predicare bene e razzolare male?»
Antonella Graziani
30/07/2008 15.00

LE PRECISAZIONI DEL SEGRETARIO COMUNALE

Il fatto è già diventato un vero e proprio caso al Comune di Montesilvano.
Una secca smentita intanto arriva da palazzo di città.
Secondo la versione del segretario generale, Nunzia Buccilli, intorno alle 13, nell'ufficio sarebbe entrato un signore molto anziano che aveva bisogno di sbrigare una pratica urgente.
Per cortesia, e vista la precarietà del richiedente, il segretario, pur non essendo un suo specifico compito, ha voluto aiutare personalmente l'anziano giunto fuori tempo e asseriva di essere stato inviato dai dipendenti dell'anagrafe.
La cosa però sarebbe andata per le lunghe in quanto serviva un registro che si trovava all'ufficio anagrafe e dove però non rispondeva nessuno.
Un usciere intanto avrebbe fatto presente che un secondo utente era stato inviato dall'anagrafe al fine di ottenere l'autorizzazione del segretario a poter svolgere i servizi.
Buccilli a questo punto avrebbe pregato la dipendente comunale di smetterla di inviare i cittadini da lei e richiedeva di nuovo il registro per sbrigare la pratica dell'anziano.
Il dialogo secondo quanto precisa il segretario si sarebbe sempre svolto tra lei ed un altro dipendente diverso dall'estensore della lettera con richiesta di risarcimento.
Del giovane che aveva bisogno della carta d'identità non ne avrebbe mai visto nemmeno le sembianze.
Sta di fatto che il ragazzo nel trambusto avrebbe mandato a quel paese il dipendente comunale e sarebbe uscito inveendo.
Inferocito lo stesso addetto allo sportello che si era sentito apostrofare malamente se l'è presa con chi gli avrebbe imposto di lavorare fuori orario e per di più venendo insultato.

«Io non ritiro la mia interrogazione», ha spiegato Odoardi a PrimaDaNoi.it. «Il segretario comunale mi ha semplicemente detto che mi invierà una risposta scritta, la stessa che invierà al dipendente che ha denunciato la cosa, e quindi non ci sarà bisogno di portare la questione in consiglio comunale».
Odoardi ha poi raccontato di aver ricevuto personalmente la lettera del dipendente, «55 anni, da 12 anni al servizio del Comune» che descrive come «persona molto sensibile che non ha mai dato problemi».
Ma la cosa non sembra affatto finita qui.

30/07/2008 19.18