Disastro Saline, cinque anni di rinvii e di agonia

Alessandro Biancardi

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Disastro Saline, cinque anni di rinvii e di agonia
MONTESILVANO. Il Saline è stato definito come la discarica lineare più lunga d'Italia. Circa 10 chilometri nei quali è stato sversato di tutto. La storia va avanti ormai da oltre cinque anni, periodo in cui, più volte, il Ministero ha chiesto al Comune e agli enti competenti di intervenire.
Ma nulla sembra che sia stato fatto. Il consigliere di Rifondazione Comunista Cristian Odoardi ieri mattina ha consegnato una interrogazione urgente da sottoporre nel corso del prossimo consiglio
(31 luglio).
Odoardi adesso vuole vedere tutti i documenti, i progetti, i registri sugli interventi messi in atto dall'amministrazione comunale dal 2003 ad oggi. Perché una cosa appare molto strana: da quasi cinque anni il Ministero dell'Ambiente ha preso una posizione chiara: intervenire subito. Ma poi cosa è stato fatto? Spetterà al Comune chiarirlo.
Nella sua interrogazione il consigliere ha ripercorso tutta la cronologia degli eventi, dal 2003 fino a qualche settimana fa, quando il Wwf è tornato all'attacco è ha parlato di una situazione ormai vicina ad un punto di non ritorno.

NEL 2003 SI PARLAVA GIA' DI BONIFICA

Il 3 marzo 2003 un decreto ministeriale ha stabilito la perimetrazione del Sito di Interesse Nazionale dei fiumi Saline e Alento ed ha informato in maniera ufficiale anche i comuni interessati. Due anni dopo, il 14 aprile 2005, nella Conferenza dei Servizi si sono stabilite le prescrizioni in base alle quali il Comune avrebbe dovuto redigere il progetto di messa in sicurezza della discarica di Villa Carmine.
Nello stesso anno, l'11 ottobre il Ministero ha richiesto nuovamente al Comune di Montesilvano il Progetto per la messa in sicurezza della discarica di Villa Carmine e il Comune in quell'occasione ha presentato un documento in cui si evinceva che la discarica (superficie 16326 mq. altezza cumulo rifiuti 27 metri) insisteva in un area a destinazione urbanistica a verde pubblico (parco fluviale).
L'area sarebbe stata a lungo utilizzata dal Comune di Montesilvano, abusivamente, dapprima come scarico incontrollato (sversatoio rifiuti
urbani) e successivamente come deposito temporaneo.
Il volume di rifiuti conferito è stimato in 250.000-300.000 mc.
Inoltre i risultati delle analisi effettuate dall'Arta sulle acque di falda hanno evidenziato già da allora inquinamento da Piombo e cloroformio a monte mentre a valle si è registrata la presenza di percolato, aumento di solfati, notevole aumento di cromo, nichel e sostanze organiche .

2006, L'INADEMPIENZA CONTINUA

Nove mesi dopo, nella Conferenza dei Servizi del 14 luglio 2006, l'ingegnere Giangrasso del Ministero ha evidenziato l'urgenza di procedere alla messa in sicurezza della discarica e ha informato che nel caso di perdurante inadempienza del Comune di Montesilvano sarebbe scattato l'avvio dell'esecuzione in danno, ai fini dell'accertamento e recupero del danno ambientale arrecato dalla mancata esecuzione di tutti gli interventi prescritti.
In questa occasione il Comune attraverso il suo rappresentante, ovvero l'ingegnere Gianfranco Niccolò si è impegnato a presentare il progetto ed iniziare le attività inerenti la messa in sicurezza della discarica.
Il 10 maggio 2007, dopo aver contestato nuovamente nel novembre 2006 al Comune di Montesilvano di non aver assolto gli obblighi della presentazione del progetto e della attuazione della messa in sicurezza, il Ministero ha preso atto di una determinazione dirigenziale (n. 34 del 22/03/2007) del settore Urbanistica dove risulta che la ditta aggiudicataria dei lavori di copertura della ex discarica di Villa Carmine è la ditta Della Loggia Luigi Costruzioni Srl..
Dal verbale di consegna dei lavori si evince che il termine di ultimazione era fissato per il 22 luglio 2007, esattamente un anno fa.
L'11 luglio 2007 il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio ha inviato una nota nella quale specificò le procedure da adottare nei Piani di Caratterizzazione.

SALINE, «LA DISCARICA PIU' LUNGA D'ITALIA»

Sono passati altri 8 mesi: 18 marzo 2008, il Ministero ha fatto sapere che non aveva ancora ricevuto nessuna risposta in merito alle richieste della Conferenza dei servizi del 10 maggio 2007.
Inoltre sono state rese note le prime analisi delle acque sotterranee relative al fiume Saline che hanno evidenziato superamenti dei parametri di Solfati, Manganese, Nichel, Benzopirene, Benzofluorantene, Sommatoria IPA, Triclorometano e Tetracloroetilene.
In merito ai suoli si è evidenziato come le indagini condotte avevano individuato in oltre 40 casi (su 72 sondaggi) la presenza di rifiuti (non meglio specificati) interrati a profondità tra 0,5 e 5 metri.

Il 4 luglio 2008 nella riunione convocata dal Dirigente del Servizio Gestione Rifiuti della Regione Abruzzo si è definito il Saline la discarica lineare più lunga d'Italia (10 km).
Dieci giorni fa, il 16 luglio, il Ministero ha chiesto alla regione di comunicare ai Comuni interessati, e comunque a tutti i soggetti pubblici e privati interessati, le risultanze delle analisi Arta, per l'immediata adozione degli interventi di messa in sicurezza d'emergenza.

LE DOMANDE DI ODOARDI

Preso atto della cronistoria dei fiumi Odoardi chiede «attraverso quali azioni il Comune intende informare la cittadinanza rispetto alla presenza del Sito di bonifica di interesse nazionale, come il sindaco intende tutelare la salute dei nostri concittadini tenuti fino ad oggi all'oscuro di tutto? Credo sia opportuno e necessario puntare sull'informazione dei cittadini, visto che il primo passo per la tutela della salute è proprio la corretta informazione, pertanto l'Amministrazione Comunale dovrebbe davvero utilizzare tutti i mezzi a disposizione per spiegare la situazione nonché per limitare l'accesso al sito di bonifica».

26/07/2008 10.22