Il Tar:«elezioni D’Alfonso regolari, non si rivota» ma il Pdl ricorre

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp PdN 328 3290550

Letture:

2641

Il Tar:«elezioni D’Alfonso regolari, non si rivota» ma il Pdl ricorre
PESCARA. Non si tornera' al voto a Pescara. Il tribunale amministrativo regionale, sezione staccata di Pescara, ha infatti respinto ieri pomeriggio il ricorso presentato dal Pdl con il quale si chiedeva l'annullamento dell'esito delle ultime elezioni amministrative tenute nell' aprile scorso.
Il ricorso era stato firmato dal candidato sindaco del Pdl. Luigi Albore Mascia, e dal candidato al Consiglio comunale Armando Foschi, non eletto.
Tra i legali che hanno tutelato gli interessi dei ricorrenti figura l'avvocato Fabrizio Rulli. Il centrodestra aveva presentato il ricorso al Tar perche' avevano riscontrato diverse presunte anomalie in alcune sezioni scrutinate. Lette le motivazioni - ha detto l'avvocato Giuliano Grossi, esponente di Forza Italia, valuteremo si ricorrere, o meno, al Consiglio di Stato.
Il Comune era difeso dall'avvocato Vincenzo Cerulli Irelli e dall'avvocato Paola Di Marco e il sindaco Luciano D'Alfonso dall'avvocato Andrea Modesti.
«Piena soddisfazione per la decisione del Tar - il commento dell'avvocato Cerulli Irelli - decisione che ha evidentemente accolto le nostre osservazioni circa il fatto che i ricorrenti denunciavano solo presunti vizi di carattere esclusivamente formale in ordine ad esempio alla completezza dei verbali. La
decisione conferma che il risultato del voto non e' stato inficiato da alcuna prova contraria».
«Questa sentenza conferma e certifica piena legittimita' del voto amministrativo del 13 aprile, che ha riconfermato sindaco D'Alfonso e ha di nuovo riconosciuto la vittoria del centrosinistra come coalizione al governo della citta'» ha detto il capogruppo consiliare del Pd, Moreno Di Pietrantonio.
«Riteniamo importante questa ulteriore certificazione che aggiunge valore al voto dei cittadini e conferma l'autorevolezza e la piena legittimita' sia del sindaco eletto che dell'amministrazione comunale in carica a seguito del voto».
Ma non si respira rassegnazione nel Pdl.
«E' necessario rilevare come», dice il senatore Andrea Pastore, «ancora una volta, i Giudici amministrativi abbiano voluto disattendere quanto anche solo il comune buon senso indica in tutta evidenza. Sono state riscontrate, infatti, e puntualmente indicate nei ricorsi, gravi irregolarità ed illegittimità, in 126 sezioni su 170, tali da inficiare la attendibilità complessiva del risultato elettorale poiché non si deve dimenticare che per circa 200 voti su 80.000, il Sindaco D'Alfonso ha evitato il ballottaggio. Ebbene, tante e così diffuse irregolarità sono state valutate dal TAR poco più che innocenti distrazioni da parte dei Presidenti di seggio».
Eppure, si tratterebbe, secondo il senatore forzista, di «numerosissimi episodi di schede in bianco vidimate e non più ritrovate, schede votate e scrutinate in numero maggiore rispetto agli elettori ammessi al voto, verbali privi del numero degli elettori votanti ecc. ecc. scarso margine».
«Appare di tutta evidenza, allora», dice minaccioso Pastore, «la volontà di qualcuno di voler salvaguardare ostinatamente lo statu quo, anche a costo di mettere a rischio la propria credibilità. Sarà il Consiglio di Stato, cui appare evidente che si ricorrerà appena in possesso delle motivazioni della sentenza di oggi, a rendere giustizia alla correttezza ed alla logica, come è già accaduto in precedenza per la sentenza del TAR di Pescara sulle elezioni del 2003, il cui Presidente di allora, attuale Presidente del Tar Abruzzo, è oggi venuto inopinatamente a trovare, in aula e durante la discussione in Camera di Consiglio, i suoi colleghi di Pescara».

25/07/2008 9.11