Ferranti al quinto giorno di sciopero della fame: «ora basta con l'indifferenza»

Alessandro Biancardi

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VAL VIBRATA. I lavoratori socialmente utili della Val Vibrata e della provincia di Teramo, da 3 mesi senza soldi, con una proroga della mobilità di 6 mesi, ancora non pagata dalle casse dell'Inps, con una stabilizzazione full time del lavoro, nei servizi dei comuni ed alle dipendenze della innovazione S.p.A., solo sulla carta.
Passano i giorni ma è ancora tutto fermo.
«È questa la situazione a tutt'oggi», racconta Settimio Ferranti dell'associazione "Dalla parte giusta", «immersa, tra l'altro, in un silenzio assordante da parte di tutti, in primis le istituzioni preposte e i delegati dal popolo sovrano, scompaiono proprio, quando servono per risolvere qualcosa».
Per il presidente Ferranti e per le lsu, l'unica via che rimane da seguire, «e la seguiremo», è quella di continuare a sensibilizzare «dalle ore 12.30 di mercoledì 23 luglio 2008, con maniere non violente, la provincia di Teramo, i comuni di Sant'Egidio alla Vibrata, Controguerra, Nereto, Tortoreto, la innovazione S.p.A. e ciò che rimane della regione Abruzzo, individuando e decidendo insieme i servizi da svolgere e le progettualità da mettere in campo, oltre che far sollecitare l'Inps, affinché effettui il pagamento a Ferranti ed alle 11 lsu rimaste, degli assegni di mobilità spettanti, da 3 mesi assenti».
Intanto prosegue anche lo sciopero della fame di Ferranti, arrivato ormai a cinque giorni.
22/07/2008 9.48