Preso il killer del parco. «Ho ucciso perché ce l’ho nel Dna»

Alessandro Biancardi

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Preso il killer del parco. «Ho ucciso perché ce l’ho nel Dna»
PESCARA. E' stato arrestato dai carabinieri Michelangelo D'Agostino, l'ex camorrista cutoliano, di 53 anni, che domenica scorsa aveva ucciso con due colpi di pistola Mario Pagliari, 64 anni. In tasca aveva la pistola con un colpo in canna. Gli ultimi due giorni li ha passati in un sottotetto di un palazzo nei pressi della stazione. «Siete stati bravi», le prime parole che ha detto ai carabinieri che lo hanno preso. D'AGOSTINO, 8 OMICIDI E LE ACCUSE CONTRO TORTORA
18.10, D'AGOSTINO NON AVEVA LASCIATO LA CITTA'

Il presunto killer, che ora si trova caserma, e' stato catturato tra Pescara e Spoltore, nei pressi del ponte ''Capacchietti''.
Era ancora armato ma quando i militari gli si sono parati davanti con i mitra spianati non ha opposto resistenza.
A fermarlo quindi sono stati i carabinieri e l'uomo, nonostante le ipotesi di una fuga in Campania, non aveva lasciato la città.

18.40, 48 ORE DI RICERCHE

Tra qualche minuto presso la caserma dei carabinieri di Pescara si terrà una conferenza stampa in cui verranno spiegati i dettagli dell'arresto. Un forte dispiegamento di forze dell'ordine da 48 ore era alla ricerca del camorrista e a fermarlo è stata una pattuglia di carabinieri che ha visto l'uomo mentre si aggirava tranquillamente per strada. In un attimo la decisione di intervenire e di bloccarlo.
Sono in corso, intanto, l'autopsia e la perizia balistica per stabilire con precisione le cause del decesso del balneatore Mario Pagliari. Dopo le operazioni di rito, quindi, il corpo dell'uomo verrà restituito ai familiari. I funerali dovrebbero celebrarsi domani alle 15.30 in forma strettamente privata.

18.49, PORTATO NELLA CASERMA DI SPOLTORE

L'uomo subito dopo l'arresto è stato portato nella caserma più vicina. A breve è atteso il suo arrivo al comando provinciale di viale D'Annunzio dove si terrà la conferenza stampa con i giornalisti.

19.00, UN COLPO IN CANNA. PRONTO A SPARARE?

L'uomo è stato fermato intorno alle 17 dai militari di una pattuglia della compagnia di Spoltore. Era ancora armato, 5 i colpi nella sua pistola di cui 1 in canna. Ma alla vista dei militari D'Agostino ha preferito non sparare. Ha alzato le mani e si è arreso per non aggravare la sua situazione, già compromessa.
Dalle 17 alle 19 l'uomo è rimasto in caserma a Spoltore e in questi attimi sta raggiungendo il comando Provinciale di Pescara dove a breve è prevista una conferenza stampa.



19.02, INFASTIDITO DAI FOTOGRAFI

D'Agostino è appena arrivato alla caserma di viale D'Annunzio scortato da due carabinieri. Ressa di fotografi e giornalisti quando l'uomo è sceso dalla vettura dei militari e ha varcato il portone d'ingresso. In napoletano ha detto “ jamm bell co' sta sceneggiata”, non gradendo il dispiegamento di giornalisti pronto ad immortalare il momento tanto atteso.

19.20, IL RICORDO DI QUELLA DOMENICA

E' il carabinieri Donato Miccoli, militare che ha fermato materialmente D'Agostino alle 17 insieme all'appuntato Giovanni Talamo, a raccontare come è avvenuto l'arresto. «Lo avevamo avvistato mentre stava camminando sul ponte Capacchietti con una busta di plastica in mano». Con la macchina gli si sono parati davanti. «Lui non ha opposto resistenza», ha confermato Miccoli. «Ci ha detto: “si sono io D'Agostino”».
Una volta fatto salire sull'auto i carabinieri gli hanno chiesto i motivi del gesto. «Ho perso la testa. C'è l'ho nel Dna», ha risposto l'uomo. «Probabilmente il mio destino era segnato. Era scritto che dovessi finire la mia vita in carcere». Ha riferito ancora che si sentiva trattato male, pensava che approfittassero di lui, vista la sua condizione.
L'uomo è stato poi portato nella caserma di Spoltore dove gli è stato portato anche un panino. I militari lo hanno descritto come provato e agitato.
Pare che la notte scorsa il killer abbia dormito alla stazione centrale di Pescara ma è una ipotesi ancora da confermare.

19.30, GIA' DOMENICA SERA VICINI ALL'ARRESTO

I carabinieri stavano per arrestare D'Agostino già un ora dopo il delitto di domenica pomeriggio. Infatti gli inquirenti avevano ascoltato la telefonata dell'uomo fatta al fratello che vive in provincia di Caserta. «Vieni subito», gli ha detto. «Ho bisogno di aiuto, fai in fretta».
Il fratello, «una persona per bene e incensurata», ha spiegato il comandante provinciale dei Carabinieri Esposito Alaia, intorno alle 20 è arrivato in città.
L'appuntamento era al civico 65 di via Cesare Battisti, dove l'uomo, come aveva detto al telefono, aveva abitato dal 2005 al 2006.
Sul posto, quella sera, è arrivata anche una vettura dei carabinieri in borghese che si è appostata aspettando che D'Agostino cadesse nella trappola.
Ma così non è stato. Se infatti i militari hanno visto, e poi fermato il fratello, del killer nessuna traccia. Si pensa che l'uomo si fosse accorto di qualche movimento sospetto e avesse preferito non presentarsi.
I carabinieri, però, hanno tentato il tutto per tutto e insieme al fratello hanno provato a richiamare a D'Agostino. Ma lui non ha risposto. Da quel momento in poi il telefono dell'uomo è rimasto sempre spento.



19.48, NASCOSTO IN UN SOTTOTETTO PER 48 ORE

Dopo l'arresto D'Agostino ha spiegato ai militari come ha trascorso le ultime 48 ore. L'uomo ha raccontato di aver passato i due giorni in un sottotetto di un palazzo alle spalle della stazione centrale di Pescara. «Non si è mai mosso», ha ribadito il comandante Alaia. La paura di essere identificato è stata troppo forte e così ha preferito non rischiare. Probabilmente nel corso della sua latitanza non ha mai bevuto e mangiato.

19.52, DURANTE L'ARRESTO I COMPLIMENTI: "SIETE STATI BRAVI"

Il comandante Alaia nella conferenza stampa ancora in corso ha fatto i complimenti ai suoi uomini per l'operazione condotta nel pomeriggio. «E' stata una operazione ben fatta», ha spiegato. «I due carabinieri lo hanno avvistato ma per coglierlo di sorpresa hanno fatto due giri intorno al ponte sul quale l'uomo stava camminando con aria circospetta. Poi lo hanno preso alle spalle» (e non davanti come detto in un primo momento, ndr).
Con pistole in pugno gli hanno intimato di alzare le mani e lo hanno fermato . «Siete stati bravi», ha detto il killer agli uomini del comando di Spoltore.

19.55, USATA UN'ARMA GIOCATTOLO MODIFICATA

L'arma del delitto utilizzata da D'Agostino era una pistola giocattolo. La conferma è arrivata pochi minuti fa in conferenza stampa. «Si tratta di una di quelle armi», ha spiegato Alaia, «che si utilizza per le guerre simulate che modificata diventa una vera e propria pistola. E' una 7,65, la versione giocattolo ha la canna otturata ma basta cambiare quel pezzo è può uccidere». Questa modifica, evidentemente, è stata fatta perché domenica pomeriggio il killer ha ucciso Mario Pagliari.

20.00, FOTO SEGNALETICHE E IMPRONTE DIGITALI

In questo momento D'Agostino si trova nella cella di sicurazza del comando provinciale dei carabinieri. I militari gli hanno preso le impronte digitali e scattato le foto segnaletiche. Dopo verrà associato al carcere San Donato dove già in serata potrebbe svolgersi un primo sommario interrogatorio.

20.10, 20 TELEFONI SOTTO CONTROLLO

Serrati i controlli avvenuti in questi due giorni da parte delle forze dell'ordine. Nell'operazione di ricerca sono stati coinvolti uomini della Polizia, dei Carabinieri e della Guardia di Finanza. Sono stati messi sotto controllo 20 telefoni delle persone vicine al camorrista. Parenti, amici, semplici conoscenti che avrebbero potuto fornire indizi utili al ritrovamento.
Sono state perquisite almeno 20 abitazioni di pregiudicati e persone che sono in soggiorno protetto in Abruzzo. Per ovvi motivi di sicurezza non sono stati indicati con precisione le rispettive collocazioni.
Nelle ultime 48 ore sono state perquisite anche le abitazioni di due uomini di Spoltore, ex complici di D'Agostino in una rapina avvenuta nel 1995 a Pescara. Gli inquirenti pensavano che il fuggitivo potesse aver chiesto aiuto ai due. Ma pare che non ci sia stato alcun contatto.

20.25, FONDAMENTALE UNA SEGNALAZIONE DI UN CITTADINO

Sembra confermata l'ipotesi che il ritrovamento di D'Agostino sia avvenuto in seguito ad una segnalazione da parte di un cittadino che ha riconosciuto il ricercato.
Il comandante Alaia durante la conferenza stampa (ormai conclusa), aveva detto che «nessuna segnalazione è giunta al 112».
Ma pare che l'uomo che ha avvistato il killer abbia chiamato direttamente il comandante della stazione di Spoltore, suo conoscente, baypassando il centralino. Dopo la segnalazione una pattuglia è giunta sul posto.

Red PrimaDaNoi.it