Ato Lancianese:«riserve idriche per un altro mese»

Alessandro Biancardi

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LANCIANO. «Allo stato attuale la Sasi è in grado di immettere nelle reti di distribuzione dei 42 Comuni serviti dall'acquedotto del Verde la stessa quantità di acqua garantita oggi per circa un altro mese». La rassicurazione arriva dai vertici del gestore del servizio idrico dell’Ato Lancianese, che in questi giorni hanno effettuato una serie di monitoraggi costanti alle sorgenti.
Le temperature rigide che si sono registrate in montagna nei mesi di maggio e giugno hanno infatti ritardato di quasi 2 mesi lo scioglimento della neve caduta in inverno, protraendo quindi a luglio quella maggiore disponibilità idrica che normalmente si riscontra a maggio.
Il risultato è che per almeno altre 4 settimane potranno essere ridotte al minimo le sospensioni serali e notturne del servizio, che verranno limitate all'indispensabile e circoscritte a singoli serbatoi di accumulo anche all'interno dello stesso territorio comunale.
Attualmente la quantità d'acqua erogata dall'acquedotto del Verde – che serve l'85 per cento delle utenze della Sasi – è di circa 1150 litri al secondo, un volume che rappresenta il massimo della capacità di portata delle condutture.
Per il momento, invece, non è possibile ipotizzare previsioni per gli acquedotti minori, che per le caratteristiche delle sorgenti sono maggiormente soggetti ad oscillazioni dei livelli.
«E' ovvio – sottolinea il presidente della Sasi Gaetano Pedullà – che per mantenere in efficienza il sistema e garantire il servizio il più a lungo possibile, è indispensabile ridurre al minimo gli usi impropri dell'acqua potabile che purtroppo continuano ad essere ancora eccessivi. Basti pensare che la scorsa estate, seguita ad uno degli inverni più siccitosi degli ultimi 100 anni, abbiamo registrato un drastico calo dei consumi solo il 9 luglio, unica giornata in cui si registrò un violento temporale e in cui non fu quindi necessario irrigare campi e giardini».
Pedullà lancia dunque ancora una volta un appello al buon senso dei cittadini, invitandoli ad un'opera di sensibilizzazione anche nei confronti di chi fa finta di non comprendere che solo evitando gli sprechi si possono limitare i disagi.
E l'invito è rivolto anche ai titolari di attività commerciali e di servizi, che spesso usano l'acqua potabile per irrigare giardini e aiuole.
Tra l'altro l'utilizzo dell'acqua potabile per scopi diversi da quelli domestici – cioè per lavare la macchina o innaffiare le piante – costituisce una violazione del contratto di servizio stipulato dall'utente con la Sasi ed è sanzionabile per legge.
«Al di là della repressione – continua il presidente – ci piacerebbe che gli utenti acquisissero la consapevolezza che la tutela di un bene comune come l'acqua potabile spetta a tutti noi, non solo a chi ha responsabilità amministrative. Ci sono Paesi in Europa che hanno una disponibilità idrica complessiva anche 3 volte inferiore alla nostra e che riescono però, grazie alla collaborazione dei cittadini, ad evitare qualunque sospensione del servizio».

08/07/2008 10.21